“Le Api di Waterloo” di Giulia De Martin: i primi 3 capitoli in anteprima!

PROLOGO

Più ti guardo e più penso a quello che è stato, a quello a cui siamo entrambi sopravvissuti.

 Sono passati cinque anni ormai e in questa casa, grande come un francobollo a paragone delle immense tenute che abbiamo lasciato, ho compreso che cosa significa essere davvero felici.

Non riconosco nemmeno quella che ero prima di incontrarti. Se la immagino allo specchio, la superficie mi restituisce una fanciullezza fumosa, ignara di quello che la vita le avrebbe riservato. Piango la me di quei giorni, in balìa di un lutto troppo dilaniante da sopportare, di un senso di colpa troppo forte da arginare e di un amore troppo grande da contenere. Tuttavia, non ho rimpianti, rimorsi, non mi pento di un solo istante, perché questa pura felicità che ci avvolge oggi è frutto anche dei patimenti.

Il sole inonda il giardino, accarezzando con morbidi raggi la calendula, il biancospino e le primule, timide macchie gialle fra l’erba da tagliare. Giornate di sole così qui non capitano spesso e vanno godute fino in fondo.

 Prendo la tovaglia e la stendo sul prato, mentre tu, con la fronte aggrottata e gli occhi che brillano, stai chino sulla scrivania dello studio. Ti vedo attraverso le finestre, pensieroso e commosso. Alzi appena lo sguardo e, inevitabilmente, sorrido. 

La brezza leggera sospinge il mio abito, bianco come le mura smaltate del nostro angolo di paradiso. Un’ape curiosa ronza poco distante per poi andare a infilarsi in un narciso in fiore. Indugia, facendo capolino dalla campanella ben aperta, poi si libra verso l’arnia in fondo al prato.

Torno ad alzare gli occhi. Mi guardi, hai la penna a mezz’aria e mille parole che scorrono fra noi, trapassano i vetri e lambiscono labbra e orecchie come baci leggeri e giuramenti d’amore.

SETTE ANNI PRIMA

CAPITOLO 1

Richard

Polesden Lacey, Surrey, 1814

«Phèdre, dove sei finita?» 

Sentii Charlotte chiamarmi a gran voce, ma anche questa volta la ignorai di proposito, continuando a potare il mio albero di limone. La serra di Polesden Lacey era ampia e rigogliosa, ricca di piante esotiche provenienti da ogni angolo del mondo conosciuto. Era la mia personale opera d’arte, che curavo amorevolmente tutti i giorni e, all’occorrenza, riusciva a tramutarsi in un rifugio perfetto: nascosta fra le fronde, nessuno mi avrebbe mai scorta. 

Non avevo voglia di affrontare quella giornata, volevo starmene ancora un po’ lì, immersa in quella lussureggiante foresta. 

«Phèdre, accidenti! Non sei ancora pronta?» Mia sorella Charlotte mi sorprese alle spalle, districandosi fra i rami fitti di un bellissimo oleandro in fiore. Nonostante fosse visibilmente indispettita, sembrava come al solito brillare di luce propria. I capelli biondi ben acconciati e gli occhi verdi le conferivano un aspetto etereo e regale. Che invidia!

«Sono arrivati, e tu sei ancora tutta sporca di terra» sbottò, cercando di togliermi qualche foglia dai capelli mentre io la guardavo. Dovette, tuttavia, rinunciare quasi subito. Le avevo intrecciate per bene alle ciocche, era una cosa che mi piaceva fare spesso anche con i fiori. 

Più grande di me di tre anni, Charlotte era quella giudiziosa e responsabile fra noi due, io ero più svogliata e per nulla incline a seguire le regole. 

La maggiore delle sorelle Greville era indubbiamente molto bella e, durante il debutto a Londra, appena qualche mese prima, aveva suscitato l’interesse di molti rampolli della buona società. Alla fine, contro ogni preavviso e dopo innumerevoli rifiuti, quella che aveva accettato era stata la proposta di matrimonio di lord Fitzwilliam Barton, IX Conte di Essex.

«Devi andare subito a prepararti, non possiamo farli aspettare troppo. Papà si infurierà e a giusta ragione!» mi rimproverò ancora Charlotte. Sbuffai, lanciandole un’occhiata che avrebbe potuto incenerire chiunque. Mia sorella, però, era abituata a reggere il mio sguardo particolare e i miei occhi ipnotici – il destro ceruleo, l’altro di un nocciola intenso -ormai non le facevano quasi più effetto. 

Rassegnata al mio destino, la seguii fuori dalla serra.

«Non sei più una bambina, Phèdre…» cominciò di nuovo, ma non le diedi modo di proseguire. 

«Non serve che me lo ricordi ogni santo giorno. So badare a me stessa.» 

Lei si voltò a guardarmi corrucciata, mentre procedevamo lungo il sentiero di ciottoli bianchi dirette all’edificio principale della tenuta. 

Polesden Lacey copriva diversi ettari di campagna e si estendeva a perdita d’occhio avvolgendo le colline del Surrey come una bellissima trapunta. Noi abitavamo la casa patronale: un palazzo di recente costruzione, alla moda e all’avanguardia in fatto di ultime tecnologie. Era maestoso, candido e in stile classico. Adoravo viverci, ma purtroppo mio padre aveva deciso che, in qualità di sorella maggiore, sarebbe spettato in dote a Charlotte, insieme a diversi altri terreni e proprietà di pregio; io invece avrei portato con me da sposata Chatsworth House, la tenuta della famiglia di mia madre, nel Derbyshire. Era una residenza magnifica e vi avevamo trascorso tutta l’infanzia nell’attesa che Polesden Lacey venisse ultimata. Si trattava del posto che preferivo al mondo, soprattutto perché mi ricordava terribilmente lei. Non avendo figli maschi, nostro padre aveva ovviato al problema tramutando in dote una possibile eredità perduta. Così facendo, tutto il patrimonio dei Greville sarebbe stato diviso fra noi due, per poi confluire nelle tasche dei nostri mariti. 

Salimmo in fretta i pochi gradini che ci separavano dal corridoio che portava all’ingresso principale e subito udii delle voci provenire dal grande salone. Mio padre stava intrattenendo gli ospiti in vista del nostro arrivo. 

«Adesso fa’ piano. Devi darti una sistemata prima che ti veda qualcuno» sussurrò con enfasi Charlotte, mentre io alzavo gli occhi al cielo. Voltammo l’angolo svelte per raggiungere lo scalone di marmo che portava al piano di sopra, quando mia sorella si bloccò di colpo e io quasi andai a sbattere contro la sua schiena. 

«Salve, milord…» balbettò, visibilmente in imbarazzo. 

Appena riuscii a tornare stabile sulle mie gambe, l’affiancai per capire con chi stesse parlando. Un giovane sulla ventina, con la postura fiera e la divisa militare, stava di fronte a noi guardando entrambe divertito. Era alto, con le spalle larghe edall’aspetto piacevole. 

Ero talmente impegnata a raccogliere con lo sguardo ogni dettaglio, che mi chiesi solo in un secondo momento perché gironzolasse indisturbato in casa nostra. Come c’era da aspettarsi, lui dedicò molta più attenzione a mia sorella che a me. 

«Miss Greville, suppongo» disse, dopo un attimo di esitazione. 

«Quale delle due cercate?» intervenni, affiancando Charlotte che lo guardava come una statua di sale. A quel punto, lui fu costretto a voltarsi verso di me. Quando gli occhi azzurri incontrarono i miei, colsi un guizzo di stupore. Facevo spesso quell’effetto a chi mi vedeva da vicino per la prima volta. Per anni lo avevo considerato come un atteggiamento dettato dal disgusto, poi avevo capito che quel difetto poteva forse amplificare un fascino ancora acerbo. 

Lui si passò le dita sulla mascella forte, coperta da una leggerissima barba. «Con quale delle due sto parlando?» Doveva aver intuito di avere di fronte entrambe le sorelle Greville.

«Io sono miss Charlotte Greville e lei è mia sorella, miss Phèdre, milord.» 

Charlotte sembrava sempre più in imbarazzo, io invece non ero per nulla intimorita dalla sua curiosità, dalla situazione, dal mio aspetto poco consono e dal suo sguardo divertito. 

«Lord Northampton, miss. Ma potete entrambe chiamarmi Richard» disse con un inchino.

Richard.  

Richard Hale, VIII Marchese di Northampton.

«È un onore fare la vostra conoscenza, milord. Vogliate però scusarci, mia sorella ha bisogno di prepararsi per…» balbettò Charlotte, interrompendosi quasi immediatamente. Forse voleva finire la frase dicendo che avrei dovuto essere pronta per incontrare lui e la madre, ma la cosa era del tutto inutile ormai. Questo non fece che amplificare il sorriso di lord Northampton. 

«Che peccato…» Si finse dispiaciuto, passandosi distrattamente le dita nei capelli biondi sistemati in ciocche fiammate, come le statue degli antichi romani, anche se qualcuna era sfuggita al controllo del proprietario e se ne stava per conto suo, un po’ spettinata. Quel disordine appena accennato lo rendeva decisamente più interessante. 

«Peccato, milord?» Sfuggii alla presa ferrea di Charlotte, che mi strizzava una mano nel disperato tentativo di dissuadermi dal proseguire la conversazione. 

«Sembrate un essere magico, miss Phèdre. Credo che il vostro aspetto da ninfa dei boschi sarebbe di gran moda a Londra.»

D’istinto, portai una mano sulla corona di foglie e sorrisi. Ero l’esatto opposto di Charlotte: i capelli castani, gli zigomi un po’ spigolosi, la pelle leggermente arrossata dalle ore trascorse all’aperto. Forse non ero la rappresentazione della bellezza più classica, ma andavo comunque fiera della mia immagine allo specchio.

«A cena mi racconterete che altro sarebbe di gran moda a Londra, allora.» E senza dargli modo di replicare, gli voltai le spalle dirigendomi svelta verso il grande scalone di marmo bianco; Charlotte mi seguì a ruota.

CAPITOLO 2

Tiare

«Sei un disastro, Phèdre! Adesso per favore sta’ ferma, siamo già in ritardo!» 

Sebbene avessi cercato di ribellarmi, Charlotte aveva congedato la mia cameriera personale per potermi sgridare per bene, lontane da orecchie indiscrete. Nonostante avessimo abbastanza servitori per assolvere tutte le incombenze legate al nostro aspetto, avevamo l’inusuale abitudine di aiutarci l’un l’altra quando si trattava di vestiario e capelli. Era stato così sin da quando nostra madre era morta, come se il calore reciproco potesse compensare la sua mancanza. Inoltre, si trattava di un’ottima occasione per passare in rassegna argomenti spinosi senza essere udite.

«Lord Northampton è un ottimo partito e te lo sei giocato ancora prima di avere una possibilità con lui.» 

«Secondo me, invece, è rimasto colpito.» Le scoccai un sorriso sornione e Charlotte alzò gli occhi al cielo, afferrando il mio abito poggiato al paravento per poi buttarmelo addosso con poca grazia. Riprese ad aiutarmi, guardandomi con aria minacciosa e borbottando: in quel momento la detestai, ma in generale sarei stata persa senza di lei. 

Charlotte si era sempre presa cura della famiglia. Nostro padre era spesso assente e, sebbene io e lei avessimo solo qualche anno di differenza, si era sentita subito in dovere di assumere il controllo della casa. In alcuni momenti le ero stata grata, in altri avrei preferito essere figlia unica. A essere sincera, molto spesso avrei preferito essere figlia unica. 

Stavo per replicare un po’ brusca, quando mi venne un’idea: forse avrei potuto portare quella situazione a mio vantaggio. 

«Vogliamo scommettere?» esclamai, allungando la mano verso di lei. Charlotte mi guardò interdetta, aprì la bocca per replicare e poi la richiuse. Io non desistetti: ancora qualche istante e avrebbe ceduto. Adorava le competizioni e non avrebbe mai rinunciato a      una possibile vittoria. Persino una passeggiata a cavallo per lei poteva diventare una sfida in cui dare prova della propria superiorità e bravura. 

Come mi aspettavo, la sua reazione non si fece attendere. «Scommettere su lord Northampton? È una cosa da bambine Phèdre, come ti viene in mente?» esclamò, sbuffando, ma visibilmente incuriosita. 

«Peccato, avevo in mente un premio di quelli da non lasciarsi scappare.» 

Lei smise per un attimo di armeggiare con le pieghe della mia gonna. «Che cosa avevi in mente?» chiese, alzando un sopracciglio. 

«La tiara della mamma» proposi, e lei subito spalancò la bocca.

«Quella appartiene a me! Sarò la prima a sposarsi e sono la sorella maggiore. È mia di diritto» rispose stizzita. 

«No. Tecnicamente, i gioielli della mamma sono ancora in ballo.» 

Nostra madre ci aveva lasciato in dote molti preziosi, ma quella tiara premeva a entrambe. Si trattava di un diadema di fattura francese, che la mamma aveva ricevuto in dono da nostro padre per il loro matrimonio. A mio parere, si trattava dell’opera di oreficeria più bella che avessi mai visto. 

Era composto da elementi distinti e divisibili, ispirati alla natura: uno scheletro rigido invisibile, agganciato a un ramagedi foglie e fiori con diamanti incastonati. Il tutto si sviluppava in volute flessuose intorno alla struttura portante che, grazie a un ingegnoso sistema di ganci e anelli nascosti, poteva essere rimossa rivelando una bellissima collana di fiori.

Nostra madre aveva indossato quel gioiello solo in rare occasioni, ma per noi rappresentava l’oggetto che più sentivamo legato a lei; quando lo indossava, sembrava che il capo fosse incoronato da peonie, camelie e gelsomini di ghiaccio e somigliava alla regina delle nevi.

«E in che cosa consiste la vittoria o la sconfitta?» La voce di Charlotte mi riportò alla realtà. Mi fissava, a braccia incrociate, e dal suo sguardo compresi che ormai non si sarebbe tirata indietro. 

Mi presi un attimo per godermi la sua espressione, poi sorrisi. «Bacerò lord Northampton entro la fine della settimana.» 

Mia sorella spalancò la bocca. Sarebbe stato un comportamento talmente scandaloso che probabilmente non mi credeva capace nemmeno di pensarlo. In ogni caso, non si sarebbe trattato del mio primo bacio. 

Avevo calcolato tutto: i marchesi si sarebbero fermati fino a domenica e avrei avuto qualche giorno per riuscire a vincere la scommessa. Lady Northampton e nostro padre avevano delle questioni in sospeso da discutere e, per l’occasione, avevano anche candidamente pensato di far incontrare me e Richard: da una parte il rampollo del casato, dall’altra la figlia ancora da sistemare. Che i Greville non avessero un titolo da sfoggiare era del tutto irrilevante: un blasone senza mezzi valeva meno di un borghese dalle ingenti sostanze. Dopotutto, anche mia madre era una lady e aveva sposato un uomo di rango inferiore, ma dalle rendite oltremodo cospicue. Se le cose fossero andate secondo i loro piani, sarei stata fidanzata ancora prima della Stagione invernale.

Charlotte riprese una certa compostezza e poi scosse la testa, continuando a sistemarmi il vestito. «Credi che sia stupida? È un donnaiolo di prima categoria, bacerebbe chiunque!»

A quel punto le bloccai le mani e lei fu costretta a tornare a guardarmi. 

«Non ho detto che lui bacerà me, ma che sarò io a baciare lui» precisai, lasciandole i polsi e allungando di nuovo il braccio in attesa che mi stringesse la mano. 

Charlotte a quel punto sembrò parecchio intrigata, ma non ancora del tutto convinta. «Come farò a sapere che non hai mentito?» Alzò un sopracciglio e mi guardò di sbieco. 

«Dovrai fidarti della mia parola.» 

Mia sorella avrebbe potuto rimproverarmi tutto, ma non che non fossi onesta e sincera, soprattutto con lei. In passato, più di una volta avevo ammesso la sconfitta e senza prendermela troppo. Mi guardò, sempre più combattuta, ma la posta in gioco era troppo alta.

«Andata» rispose, stringendo la mia mano ancora tesa. «Ora sbrighiamoci. Papà s’infurierà con entrambe!» Riprese in fretta ad aiutarmi, mentre io cercavo di raccogliere i capelli. 

Adesso avevo un motivo valido per non sabotare la tanto attesa visita dei Northampton.

Sapevo abbastanza di loro perché io e Charlotte ci divertivamo a origliare quando mio padre aveva ospiti nello studio. Non era un passatempo molto signorile, ma così avevamo scoperto diverse cose interessanti. 

Rimasta vedova molto giovane, lady Northampton aveva preso in mano il patrimonio della famiglia e, a dire di nostro padre, lo aveva amministrato con incredibile intelligenza. Se prima era stata una donna offuscata dall’ombra di un matrimonio ingombrante, negli ultimi quindici anni aveva dimostrato ampiamente il proprio valore. Tuttavia, quando il figlio si sarebbe sposato, il suo ruolo di padrona di casa sarebbe passato in secondo piano. 

Mi chiedevo come una donna del genere avrebbe reagito vedendosi messa da parte. Ero davvero curiosa di conoscerla. 

CAPITOLO 3

Branchie

     I pranzi in famiglia venivano consumati in un locale piccolo e intimo situato al pian terreno. Affianco a questo, vi era il sontuoso salone delle feste, dove mio padre teneva i ricevimenti ufficiali. Anche questa volta aveva ordinato di allestire la sala più riccamente decorata della tenuta. 

Era stato un artista italiano a dipingerne la volta, con scene ispirate alla mitologia greca. Il resto dei mobili e delle suppellettili veniva dal continente. A me piaceva particolarmente quella parte della casa e vi trascorrevo molto tempo quando non ero a sporcarmi gli abiti nella serra. Qualche volta mi esercitavo al grande pianoforte, con scarso successo; altre leggevo o dipingevo. La luce che filtrava dalle grandi vetrate, alte fino al soffitto, era perfetta per ritrarre nature morte e fiori appena raccolti.

Facemmo il nostro ingresso nel salone con meno ritardo del previsto. Era stata Charlotte a ultimare la mia acconciatura e a dare gli ultimi ritocchi al mio aspetto. Aveva buongusto e si teneva sempre aggiornata in fatto di mode, sperimentando le sue ricerche su di me. 

Nostro padre ci fissò corrucciato, ma cercai di ignorarlo, sorridendo ai presenti come se nulla fosse. 

«Lady Northampton, lord Northampton, finalmente posso presentarvi le mie figlie: Charlotte e Phèdre» disse senza dilungarsi troppo. Era un uomo tutto d’un pezzo, a cui non piacevano      cerimonie e smancerie. Ciò lo rendeva forse un po’ crudo e poco gentile, soprattutto negli affari, ma era una persona con cui mi sarei sentita di parlare di qualsiasi argomento; era sincero e diretto. Un lato di lui, questo, che apprezzavo particolarmente e che avevo ereditato.

Charlotte, invece, era la perfetta donna del bel mondo, ammirata da tutti per i modi eleganti, le movenze flessuose e il tono di voce mai scomposto o troppo acuto. Non mi ero di certo stupita quando lord Essex era capitolato al primo sguardo. 

«Mr Greville, le vostre figlie sono a dir poco incantevoli.» Il tono vellutato di lady Northampton mi costrinse a voltarmi verso di lei. Pensai subito che fosse incredibilmente bella con i capelli color mogano, gli occhi di un verde acceso e dal taglio lievemente orientale, le labbra carnose e ben disegnate, quasi fosse un soggetto di un quadro rinascimentale. Il corpo flessuoso era fasciato da un abito impeccabile, perfetto per un salotto londinese come per un ricevimento alla presenza di Sua Maestà. L’avrei paragonata a      una di quelle rose che sboccia a maggio, e che si ostina a non sfiorire, nonostante il suo tempo sia ormai venuto.

Sia io che mia sorella ci esibimmo in una riverenza, in segno di ringraziamento, e nonostante avessi tenuto il capo chino, fui certa che la Marchesa non mi avesse staccato gli occhi di dosso.

Io e Richard, come c’era da aspettarsi, fummo posizionati strategicamente l’uno accanto all’altra. Charlotte, come sempre, prese posto alla destra di nostro padre. 

La servitù aveva davvero dato il meglio di sé: l’argenteria di famiglia impeccabilmente lucidata, i bicchieri di cristallo, cesellati da maestri veneziani, erano ben posizionati sul tavolo da pranzo, al cui centro c’era un’esplosione di fiori provenienti dalla mia coltivazione. Per un istante, mi beai della magnificenza della natura. 

«Ci rincresce di avervi fatto aspettare» disse educatamente Charlotte, distogliendomi dei miei pensieri. 

«Non scusatevi lady Greville» sorrise la Marchesa, alzando lo sguardo dal piatto e posandolo su mia sorella. «A noi donne è sempre concesso arrivare in ritardo, soprattutto quando l’occasione è di una certa importanza» aggiunse, voltandosi a guardarmi. Percepii una leggera nota di rimprovero nel tono di voce o, forse, me ne volli convincere. «A ogni modo, siete entrambe una gioia per gli occhi e vi accordiamo il nostro perdono» concluse, con un leggero sorriso che smorzò per un attimo il mio disagio. Lady Northampton riusciva a mettermi un po’ in soggezione, nonostante fosse difficile che mi sentissi intimorita da qualcuno.  

«Non credi, Richard?» aggiunse rivolgendosi al figlio, nella speranza di dare modo a lui di farsi avanti. Ero certa, tuttavia, che non avesse bisogno di grandi incoraggiamenti. 

Il giovane si voltò verso di me e mi guardò con un’espressione indecifrabile, fra il divertito e il malizioso; la stessa che aveva sfoggiato poco prima. «Devo ammettere che miss Greville è quasi irriconoscibile» disse con naturalezza, soffocando a stento una risata. 

«Perdonatemi, ma credo di non aver capito» intervenne mio padre, alzando un sopracciglio e guardando l’ospite, infastidito. Charlotte, nel mentre, era sbiancata. Io mi stavo divertendo come mai prima. Forse, avevo finalmente trovato pane per i miei denti.

«Incantevole, volevo dire a dir poco incantevole» si corresse lui, mascherando il tutto con un finto colpo di tosse.

Io non mi scomposi, anzi. Rimasi con gli occhi fissi su di lui e mi resi conto che aveva comunque difficoltà a ricambiare il mio sguardo. Forse non si era ancora abituato alla mia particolarità. A ogni modo, se avesse avuto voglia di tirare la corda, io l’avrei accontentato. 

«Poco fa avete accennato a quanto vi appassioni la moda di Londra» iniziai io e subito mio padre si voltò verso di me. 

«Vi conoscete già?» chiese sospettoso. 

«Abbiamo avuto il piacere di fare la conoscenza reciproca prima che le vostre figlie salissero al piano di sopra per offrirci quest’amabile visione» rispose lui con naturalezza, guardando il padrone di casa. «E devo ammettere che vostra figlia Phèdre si è dimostrata fin da subito una creatura singolare» aggiunse con finta innocenza.

«Spero che almeno vi abbia accolto come si deve» sospirò lui.

«Con tutti gli onori, Mr Greville» rispose lord Northampton con un sorriso.

Mio padre non indagò oltre, ma più tardi sapevo che mi sarei sorbita una bella ramanzina. Come se le lamentele di mia sorella non fossero già state abbastanza da sopportare. 

Fu proprio Charlotte a spezzare il silenzio e cambiare discorso, parlando del suo imminente matrimonio.  

«Siete contenta di andare a vivere a Blenheim Palace? La tenuta degli Essex è una delle più suggestive del Paese» asserì lady Northampton, rivolgendosi direttamente a lei. Mentre Charlotte illustrava l’elenco delle meraviglie di Blenheim Palace, sorpresi Richard a guardarmi, meno divertito e più concentrato. 

«Qualcosa non va, milord?» chiesi, allungando la mano e prendendo il calice di vino. Sorseggiai piano, poi lo riposi con lentezza. 

«Devo essere sincero, non ho mai visto nessuna con il vostro aspetto» esordì, questa volta senza divertimento nella voce, solo curiosità. Non mi aspettavo che dicesse una cosa simile. Di solito nessuno faceva riferimento esplicito a quella mia peculiarità. 

«A che cosa vi riferite, milord?» domandai, facendo finta di niente. 

«Ovviamente alle branchie che avete sul collo e alle pinne che vi spuntano dalle braccia.» 

Era serio e concentrato e a me per poco non andò di traverso il vino. Mi trattenni appena dallo scoppiare fragorosamente a ridere. 

«Vi servono solo per quando tornate nel vostro stagno? O le usate per respirare anche adesso?» mi incalzò, sporgendosi leggermente verso di me. 

«Solo per quando torno nel mio stagno» risposi con un mezzo sorriso. 

Lord Northampton esitò un istante, studiandomi in silenzio. 

«Se volete posso mostrarvi come funzionano, però vi devo avvertire…» 

«Rischio di morire affogato, come uno stupido marinaio illuso da una sirena?»

«Potrebbe succedere, sì» convenni con naturalezza, riprendendo il mio bicchiere. «Correrò il rischio…» Mi guardò e tornò a sorridere malizioso, come quando mi aveva incontrato nel corridoio qualche ora prima. Fu quello il momento in cui compresi che Richard Hale, Marchese di Northampton, sarebbe diventato mio marito.

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amalia frontali

Amalia Frontali è uno pseudonimo.

In quanto tale ha la fortuna non di indifferente di poter fare sempre e solo ciò che preferisce, vale a dire leggere, cucinare, passeggiare col suo cane e uccidere piante in vaso.

E naturalmente scrivere.

Amalia scrive dal 2017, sperimentando generi, registri e forme narrative. 

Ha un debole per lo stile epistolare e per le ambientazioni storiche e belliche.

Nata a Napoli il 19 novembre 1990, è laureata con lode in Comunicazione pubblica sociale e politica alla Federico II di Napoli.

È appassionata di scrittura, musica, arte e sport, in particolar modo di pallavolo.

Sogna di lavorare nel campo delle risorse umane; a dicembre del 2016 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Scegli me, con la casa editrice Eden Editori.

A maggio 2019 ha vinto il premio come Autore dell’anno, indetto dal giornale online Napoli Time.

La scrittura è da sempre il modo migliore che ha per esprimersi, scrive principalmente per se stessa, lasciando in ogni libro una piccola parte di sé.

laura baldo words edizioni

Nata e vive a Trento. Ha la passione per la lettura, i viaggi, gli animali, l’opera lirica e, di recente, la scrittura. Alcuni suoi racconti, finalisti o segnalati in concorsi, sono stati pubblicati in antologie e online. Nel dicembre 2019 è uscito il suo primo romanzo Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins), vincitore del concorso “e-Love Talent 2019”. A giugno 2020 è uscito il giallo breve La salvatrice di libri orfani (Alcheringa).

Attualmente collabora con la rivista culturale “Alibi Online”, scrive recensioni per il blog “A libro aperto” e inventa fiabe stravaganti per il sito “Piccoli grandi sognatori”.

A febbraio 2021 è uscito Il lato sbagliato del cielo (Arkadia), ambientato durante la Seconda guerra mondiale, periodo storico di cui si è appassionata. Per la serie Il tredicesimo segno, che sarà pubblicata da Words Edizioni, sta lavorando a due prequel.

Martina Boselli Words Edizioni

Classe 1990, nasce a Napoli.
Laureata presso l’università Federico II in Filologia Moderna, attualmente insegna in una scuola di periferia.

Scrive praticamente da sempre e su qualunque cosa e in qualsiasi posto si trovi.

Ama il cibo cinese, i tramonti autunnali, il rumore delle onde del mare, andare al cinema, perdersi tra i vicoletti della sua città, cantare a squarciagola mentre è in auto, leggere fiabe la sera insieme a sua figlia, guardare serie televisive una dopo l’altra e chi pratica gentilezza e sorrisi a caso, perché non se ne vedono mai abbastanza.

Non va d’accordo con la matematica, con chi non mantiene le promesse, con chi non ha a cuore il cuore degli altri e con i parcheggi.

Un giorno spera di poter vivere a Parigi e se ciò proprio non dovesse accadere, mangiare senza ingrassare sarebbe un’ottima alternativa.

Scrittrice e giornalista freelance. Vive tra la Capitale e la sua Calabria.

Al suo Gli arpeggi delle mammole (già pubblicato nel 2015) è ispirata una graphic novel; è co-autrice di Senti chi parla, volume presentato alla 74esima Mostra del cinema di Venezia.

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Giovanna “Vanna” , classe 1995, vive a Caserta ed è diplomata in restauro delle opere pittoriche.

Ama profondamente tutto ciò che ha a che fare con l’arte (in qualsiasi campo), gli animali, la natura e la Storia.

Tenta di convincersi ogni giorno di essere nata nel decennio giusto, ma con scarsi risultati.

“La luce calda del tramonto”, primo volume della “Trilogia del Sogno Americano” e precedentemente pubblicato in self-publishing su Amazon, segna il suo nuovo esordio per la Words Edizioni.

Classe 1988, è di origini campane. Di professione giornalista, da qualche anno scrive per passione.

“Jordan+April” è il suo primo romanzo. Inizialmente autopubblicato su Amazon, ora pubblicato nella sua nuova versione targata “Butterfly Edizioni”.

La stessa casa editrice ne ha pubblicato anche il seguito “April”. Ha all’attivo anche: “You are my Superhero” e “Ricordati di me”, entrambi disponibili sulla piattaforma Amazon in versione ebook e cartacea; il romance ad ambientazione storica “La sposa inglese” e il romance contemporaneo “Parole”, entrambi pubblicati con una casa editrice veneta.

Da novembre 2019 è l’editore responsabile della casa editrice Words Edizioni.

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Barbara Morini è lo pseudonimo con cui una anonima impiegata della provincia di Treviso ha deciso di pubblicare il suo primo libro.

Nata nello stesso anno della mitica Route americana, è cresciuta a pane, libri e musica ascoltata tra radio e musicassette. Animata dal fuoco della passione per la lettura, ha passato l’adolescenza in compagnia dei classici.

Negli anni ’90 ha iniziato ad attraversare mondi sconosciuti con la letteratura fantasy e per ragazzi. All’inizio del nuovo millennio si è approcciata al mondo del romance, senza abbandonare gli altri generi.

Senza davvero crederci fino in fondo ha scritto e pubblicato la sua prima storia su Wattpad, che ha riscosso un successo incredibile e che si appresta a diventare ora il suo primo libro edito Words Edizioni.

E ora, giura solennemente che non smetterà più di scrivere.

carlo lanna words edizioni

Nato a Caserta trentacinque anni fa.

Di professione è giornalista di spettacolo e collabora per IlGiornale.it e per un magazine a tematica LGBT.

È laureato in Legge e in Scienze della Comunicazione. Divora film e serie tv di tutti i tipi fin dall’adolescenza e ama follemente le saghe urban-fantasy e i dark romance.

La scrittura è nel suo DNA, ma solamente quattro anni fa è tornato a picchiettare le dita sulla tastiera e navigare con la fantasia, dopo un lunghissimo periodo di silenzio.

Ha pubblicato svariati racconti brevi su diverse antologie. Ha esordito con Scegli il nostro destino (Gilgamesh Edizioni) nel luglio 2019. Il colpo di fulmine non esiste è il suo secondo romanzo, il primo della serie NY Lovers.

gaetano cappello words edizioni

E’ nato ad Agrigento nel 1990.

Cresciuto in una famiglia poco incline alla lettura, vede nascere il proprio legame con le storie dell’orrore per puro caso: una copia di Mucchio D’Ossa rinvenuta dentro un mobile acquistato d’occasione dai genitori.

Un’epifania che lo porta a divorare ogni romanzo del genere capitato a tiro, da Stephen King a Lovecraft, passando per Shirley Jackson e Clive Barker, finché non decide di dedicarsi alla scrittura egli stesso.

Ha pubblicato in self publishing una raccolta di racconti intitolata Sette Dopo il Tramonto.

 

giulia de martin words edizioni

Classe 1991, una laurea in letteratura inglese, una in giornalismo e due anni vissuti in Irlanda, oggi ha trovato la sua occupazione nel mondo del digitale, ma non ha abbandonato la sua passione per i classici e la loro bellezza.
Vive fra le Dolomiti con un pallanuotista e due gatti, Loki e Thor, alternando web e carta stampata, lavorando come modella e viaggiando per l’Europa.

Il romanzo storico è per Giulia il mezzo per trattare temi attuali e riflessioni profonde conferendo al tutto un’anima romantica.
I suoi personaggi, donne forti e determinate che combattono per mantenere la loro posizione e felicità, rispecchiano le giovani di oggi, sognatrici e pragmatiche, che bevono la vita in un sorso solo assaporandone ogni goccia.

Come la pioggia e la Scozia, il suo romanzo d’esordio, ha vinto i Watty’s per la categoria narrativa storica nel 2019, prima di essere pubblicato da Words Edizioni. Il romanzo è stato per mesi tra i Bestseller Amazon. Anche Le Api di Waterloo ha vinto i Watty’s 2020 per la stessa categoria.

jessica marchionne words edizioni

Nasce a Sezze nel 1991.

È laureata in ‘Editoria e scrittura’ e ha continuato a frequentare corsi e tirocini anche dopo gli studi nella speranza di trasformare la sua passione in lavoro.

Legge da sempre qualsiasi genere anche se predilige il fantasy e lo storico.

Ha un blog ‘Luce sui libri’ dove recensisce libri di autori emergenti e dispensa ogni tanto qualche consiglio.

Ama i videogiochi, gli animali e pensa che l’autunno sia la stagione che meglio le si addice.

Le campane di San Pietroburgo edito da Words Edizioni è il suo romanzo d’esordio.

juls way words edizioni

Classe 1994, vive a Bologna, dove frequenta la Scuola di Archivistica.

Urbinate di nascita e di adozione, si è laureata in lettere moderne e in storia dell’arte.

Cresciuta a libri, Guccini e Platone, è un’inguaribile romantica; ama il cinema, le serie tv – soprattutto i period drama – , il sarcasmo e andare in giro per mostre e musei.

Il suo sogno è di vivere a Parigi, in una mansarda arredata in stile anni venti, con vista sul Quartiere Latino.

Inventa storie da quando ne ha memoria, ma La seconda moglie è il suo primo romanzo.

laura vegliamore words edizioni

Laura è nata a Roma nel 1989. Dopo essersi diplomata in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro si è trasferita a Parigi dove ha vissuto per tre anni, lavorando come agente museale.

Appassionata di storia e luoghi antichi, lettrice devota fin dall’infanzia, ha sempre adorato scrivere e, una volta tornata in Italia, si è decisa a dedicarsi a questa passione anima e corpo.

Per Dri Editore ha pubblicato il romanzo storico Terraferma.

Per Words Edizioni esordisce con il romanzo di narrativa contemporanea Novembre.

liliana d'angelo words edizioni

Consegue la Maturità Classica nel luglio del 1984 presso il Liceo Classico “P. Giannone” di Caserta, e la laurea in Lettere  nel luglio del 1990 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; oggi è docente di lettere nella Scuola Secondaria di secondo grado a tempo indeterminato.

Pubblicazioni:
Il Profumo della Viole (2005)
Il Segreto di Villa Camilla (2006)
L’Albero dei Desideri (2007)
Chiedi alla Luna (2008)
Magica Europa (2009)
La Schiava Cristiana (2010)
Come un puzzle (2012)
Le fiabe più belle (2012)
Iris e l’inganno della principessa (2014)
Siamo ragazzi (2016)
Gioco di squadra (2017)
– Corri più veloce del vento (2018)

Tutti i romanzi sono editi da Medusa Editrice.
Per Words Edizioni esordisce con La luce dell’alba.

margherita maria messina words edizioni

Semplicemente Meg. Classe 1989, è siciliana e nelle sue vene scorre il sangue della sua madre naturale, l’Etna.

Laureata in Storia dell’Arte, è specializzata in conservazione e restauro dei beni archivistici e librari. Cura e gestisce un blog letterario da due anni, Il Libro Sul Comò Di Meg, dove promuove autori emergenti e piccole case editrici. Ama la storia, soprattutto l’epoca medievale e l’Ottocento. I suoi primi amori ed eterni fidanzati sono stati Dracula, Heatcliff e Erik (Il Fantasma dell’Opera), ed è cresciuta con le opere liriche e il power metal.

Divora libri, unico cibo che sazia il suo animo, insieme con la pizza e il tiramisù; li scrive anche, e ci si perde dall’età di sette anni. Adora i gatti e vagare nei boschi, soprattutto con la Luna piena.

Di storie ne ha tante da raccontare, ma Beyond the Veil è il suo romanzo d’esordio.
Dal 2020 cura la grafica del magazine Libri & Parole per Words Edizioni e dal 2021 è webmaster del sito web Words Edizioni.

paola russo words edizioni

Vive felice in un piccolo paese della Bassa Friulana con un marito maschio alfa e un figlio che, per l’innata inclinazione alla menzogna e alla contrattazione, molto probabilmente da grande farà l’avvocato o il truffatore.

È una donna dotata di pessima memoria (ciò nonostante non dimentica mai una promessa fatta), maldestra e distratta (eppure concreta e affidabile) e pigra (ma nel senso buono del termine).

Adora ascoltare la buona musica (o, per meglio dire, quella che lei ritiene essere buona musica), guardare serie televisive e i late show in lingua originale (preferibilmente sottotitolati), ascoltare podcast divulgativi che le amplino la mente (cosa di cui sente il bisogno) ed essere circondata dalla simmetria e dall’ordine (entrambe non più pervenute da quando è diventata una mamma).

Detesta l’attività fisica in tutte le sue forme possibili (a esclusione del sesso), la matematica (a cui augura di morire) e le scartoffie burocratiche (qualcuno dovrebbe punire severamente chi le ha inventate).

Leitmotiv: trova la tua passione, coltivala e sarai più felice.

salvatore improta words edizioni

Salvatore Improta nasce a Napoli nel 1979 e si trasferisce a Bologna nel 2001. Nel 2002 apre un blog sul quale pubblica racconti alcuni dei quali selezionati in raccolte di autori emergenti. Nel 2014 scrive il libretto ed i testi delle canzoni per il musical Jonas’s song. Nel 2017 vince due importanti contest nazionali di scrittura: Coop For Word con Metrò on the book pubblicato nella raccolta Cado come neve (ed. Fernandel) e sul Resto del Carlino di sabato 16/09/17 e Scriba Festival della Bottega Finzioni (Carlo Lucarelli) con il racconto Dove devo firmare. È pubblicato nella rivista PostScripta (ed. Atlantide) con il racconto È arrivata primavera; nella raccolta Sette son le note (ed. Alcheringa) con il racconto All you need is love but you don’t know. Nel 2018 viene pubblicato in ebook il suo libro d’esordio Brucia (ed. Geekoeditor) per il quale è intervistato da Repubblica, edizione Bologna. Nello stesso anno si classifica tra i vincitori del premio nazionale “Tuttiscrittori” con il racconto Caterina, e nel concorso indetto dal comune di Trento con il racconto Caterina e Antonio. Nel 2019 il racconto Il primo di una lunga storia è pubblicato nella raccolta, Mille e una storia. Nel 2020 Brucia, il suo romanzo d’esordio viene pubblicato in versione cartacea (ed. S4M), integrato con un nuovo capitolo finale. Nello stesso anno partecipa al contest “Dalla finestra” organizzato da Giulia Ortuso, con il racconto Musica in collaborazione con l’artista e grafica Alessandra Loreti, rientrando tra i selezionati per la pubblicazione del libro “Dalla finestra”.

rita mariconda words edizioni

Nasce a Torino nel ’60 e dopo vent’anni di vita ligia alle regole cambia tutto e diventa un’emigrante al contrario trasferendosi al sud.

Sposa e madre di due figlie decide ad un certo punto di mettere nero su bianco le sue fantasie trasformandole in romanzi.

Lettrice seriale di qualunque genere predilige gli storici e in particolare i vittoriani, innamorata dei polizieschi giudiziari si diletta anche in quel genere.

I suoi libri sono accompagnati sempre da una vena ironica che alcune volte degenera nel sarcasmo.

Il suo motto è “circondatevi di persone che vi sanno far ridere, che a farvi piangere ci pensa già la vita”.

 

samantha l'ile words edizioni

Vive in provincia di Varese con il marito, tre figli, due tartarughe e un pesce.

La mattina si alza presto, ammira il monte Rosa e affronta la giornata in mezzo ai numeri in ufficio poi tra quaderni, compiti e mille altri impegni. Nel tempo libero si dedica alle parole: lettrice compulsiva da sempre, ha trovato nella scrittura un mondo tutto suo in cui evadere.

Ha pubblicato vari romanzi contemporanei: Amore, cioccolato e disastri con Butterfly Edizioni, Non come una Barbie! e la serie Cuori. Infine ha scritto la serie Le Vicende degli Island dove ha racchiuso il sogno di possedere poteri paranormali.

La trovate su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest. L’indirizzo del suo blog è: sammylile.blogspot.it

scarlett reese words edizioni

E’ nata a Torino nel 1987 (anche se avrebbe voluto nascere negli anni 60) e spera di morire in un’altra nazione, almeno tra trent’anni, sorseggiando mojito su un’isola deserta.

Ama la musica rock, i tatuaggi e tutto quello che contiene zucchero o fa ingrassare.

È una lettrice compulsiva che scrive con la speranza di riuscire a trasmettere le stesse emozioni che riceve leggendo un buon libro.

Uno dei suoi più grandi sogni è vedere l’America, magari prima che Trump la faccia radere al suolo.

irene catocci words edizioni

Vive in Maremma, immersa nel verde e nella tranquillità (il più delle volte), con il marito, le due figlie e un levriero con l’indole di un gatto.

Ha pubblicato in self publishing:

Il dono, J.Skull, Cuore di Jagoda, Quel Mare Profondo e Doomed.

 

Des Anges Words Edizioni Autori

Milanese, classe 1991, l’altra metà di una ragazza ossessionata dai libri e che dei libri ha fatto il proprio lavoro, dopo una laurea in Comunicazione interculturale, una specialistica in Editoria e un master.

Alba colleziona maialini rosa di ogni tipo e dimensione, venera i gatti, Cristina d’Avena, le torte al cioccolato, e ha un passato da ballerina, pallavolista e pattinatrice su ghiaccio. Su di sé le piace raccontare molte storie, ma ce n’è una che considera l’incipit perfetto del romanzo della sua vita: quando è nata, a metà aprile, in primavera, una nevicata imprevista ha incollato gli sguardi al cielo. Un benvenuto che l’ha sempre fatta sentire un po’ speciale. Si considera un’imbranata cronica e un’eterna bambina che non si sforza nemmeno un po’ di crescere. D’altronde, e non potrebbe essere altrimenti, la sua fiaba preferita è Peter Pan. La ragione per cui ha cominciato a scrivere? L’Isola che non c’è esiste, e si nasconde in quel ponte di parole teso tra fantasia e realtà che lei ama creare e ricreare, per divertirsi, per giocare.

Stars – Il Re di Picche è il suo libro d’esordio e il primo volume di una serie romance che ha visto la luce nel 2014 con Triskell Edizioni, ma che torna per Words in una nuova veste, pronta a splendere.

barucco giulia

Scegliendo di intraprendere gli studi umanistici, Giulia Barucco ha deluso il nonno che la voleva ostetrica.

Le ostetriche invece ringraziano.

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie di Arte e Spettacolo (Cattolica di Brescia) e la specialistica in Cinema, Tv e Produzione multimediale (I.U.L.M. di Milano), lavora per alcune produzioni Mediaset e Rai fino a quando, diventando moglie e mamma, inizia a lavorare come copy per alcune agenzie di comunicazione.

Non essendo sufficientemente molesta nei confronti di amici e parenti, a maggio 2019 inaugura il blog GrrrPower con alcune sue amiche e colleghe e obbliga tutti a leggere i suoi articoli.

Dal 2019 ha molti meno amici, ma tanta voglia di scrivere, leggere libri, incatenarsi al divano per guardare serie tv e molestare intellettualmente il prossimo.

simona pugliese words edizioni

Classe 1987, una laurea magistrale in lingue e letterature moderne, Simona Pugliese è nata e vive a Catanzaro con la famiglia e tre distributori ambulanti di pelo e fusa.

“Ti lascio la mia vita” è il suo romanzo d’esordio.

Susy Tomasiello nasce a Napoli con una grande passione per la lettura. È per questo che ha deciso di aprire un blog sui libri “I miei magici mondi” dove condivide con chi come lei non sa stare un giorno senza leggere. Ha un’altra passione che però coltiva da sempre ed è quella della scrittura. I suoi libri sono tutti disponibili su Amazon: Puoi fidarti di me, edito Genesis Publishing; Puoi ancora fidarti di me, novella edita Genesis Publishing; Un marito per la mamma Self Publishing; Note d’amore Self Publishing; Quando tutto cambia edito Collana Starlight; Frammenti di noi edito More Stories; Voglio solo te Self Publishing.

Contatti
Fb Susy Tomasiello Autrice e Lettrice
Ig @susytomasiello
Mail susitoma@gmail.com

Krisha Skies esordisce ancora liceale pubblicando il primo romanzo con il suo vero nome. Seguono altre tre pubblicazioni, quasi tutte di genere fantasy.

Dopo aver conosciuto la piattaforma online “Wattpad” e aver cominciato a pubblicare le sue storie proprio con lo pseudonimo di Krisha Skies – che omaggia la protagonista del primo romanzo fantasy scritto a quattordici anni e rimasto inedito –, nel marzo 2021, con lo stesso pseudonimo, pubblica per la casa editrice Horti di Giano “Dark Wings”, primo libro del Ciclo delle Ali Oscure.

Laureata in Lettere moderne, oltre che della scrittura, della lettura, del cinema e dei manga, è sempre stata un’amante dei viaggi.

Oggi si divide tra il lavoro, la famiglia e la passione per la narrativa fantastica.

Beatrice inizia a scrivere per disperazione, durante un inverno trascorso in un paesino di montagna dove l’unico passatempo era quello di evitare il congelamento.

Alla fine di quell’anno di supplenza, Beatrice aveva imparato a mungere le mucche e a scrivere romanzi rosa.

Usa uno pseudonimo perché teme il giudizio dei suoi alunni, che non immaginano quanto spesso la loro professoressa di italiano usi parolacce fuori dall’aula, e dei suoi amici, che non immaginano di vivere delle vite che qualcuno ha pensato bene di romanzare.

Come quando fuori piove è il suo romanzo d’esordio.

manuela fanti words edizioni

Sono nata a Bologna nel 1976, città in cui vivo fino all’età di trentasei anni. Nel 2012 mi sposta in Toscana per esigenze di impiego, ad Arezzo, dove lavoro come Retail manager per una multinazionale americana e dopo cinque anni, mi trasferisco per amore in Sicilia, luogo in cui attualmente vivo e continuo a occuparmi di Retail per un’azienda tessile. La scrittura mi accompagna da quando adolescente trascorrevo le notti a dare sfogo a ciò che sentivo urlarmi dentro.
Il mio primo amore letterario è stato Francis Scott Fitzgerald, poi ho scoperto King. Se non scrivo è perché sto leggendo, e se non faccio nessuna delle due cose è perché mia figlia, oggi adolescente, ha un problema da risolvere. A volte dipingo, quando ho bisogno di uno sfogo immediato che la scrittura non riesce a darmi. Amo gli animali più degli esseri umani, la solitudine e l’arte sotto ogni sua forma. Detesto gli stereotipi, stirare e i centri commerciali.
Il mio esordio avviene nel 2014 con il romanzo Semplicemente complicato, edito da Edizioni Creativa (romanzo autobiografico), L’altro suono della musica, Amazon self publishing (2016), Ciatu miu, edizioni Nulla Die (2018), Livore Amazon self publishing (2020).

Estelwen Oriel words edizioni

Estelwen Oriel è nata a Milano il 24 novembre 1989. È cresciuta a Godiasco, un piccolo paese a ridosso dei colli dell’Oltrepò Pavese, luogo in ha dimorato fin dall’età di quattro anni.

La natura si è presto rivelata la sua principale musa e ancora oggi Estelwen trova in essa la linfa vitale, ispirazione e pace.

Ha immaginato nel tempo un mondo ricamato intorno al suo spirito, ai sogni dell’anima e alle più profonde meditazioni. In questo mondo, chiamato Tiristel, ha ambientato i suoi romanzi.

“Parlare della realtà senza parlare della realtà” è la prima legge che segue durante la creazione delle sue opere.

Nel 2018 esordisce con la silloge poetica “Il pianto dei salici” e nel 2019 pubblica la novella “L’immortale che ascoltava il vento”, opera di apertura della saga ambientata a Tiristel.

Tatjana Ciotta words edizioni

Cresciuta a Montesarchio (BN), oggi vive sulla Riviera del Brenta con marito, figlie e cagnolina paurosa. Diplomata nel 2001 in visual design all’ISD-Istituto Superiore di Design di Napoli, lavora come grafico per più di undici anni.

Tatjana scrive dai tempi delle medie ma dopo una breve parentesi self-publishing con un romanzo fantasy, ritirato dopo neanche un anno, abbandona tutti i suoi progetti. In seguito si cimenta nella stesura di copioni teatrali per l’infanzia (“Il Grande Libro delle Fiabe”, “Il Giardino Se-greto” tratto dall’opera di F.H. Burnett e “La leggenda del tesoro sommerso – La principessa del mare”) poi anche interpretati e diretti. Col romanzo di una vita “Olio su tela”, iniziato durante gli anni del liceo, riscritto negli anni e giunto alla sua versione quasi definitiva nel febbraio 2020, si aggiudica il secondo posto alla Seconda Edizione del Premio Letterario Nazionale Città di Grosseto – Amori sui Generis.

laura nottari words edizioni

Laura nasce nel 1981 a Roma, dove vive tutt’ora insieme ai suoi due cani e un compagno che la sfama. Appassionata di serie tv, film horror anni ’80 e buon cibo, adora passare il suo tempo a non fare niente eccetto sfornare libri e allevare alghe palla.
Dopo anni di scrittura ‘nascosta’, Laura prende coraggio e pubblica in self il primo volume di Away, un time travel romance che porta dentro di sé gli influssi di anni di gioco di ruolo medievale e cultura nerd.
In seguito, l’autrice passa a sfumature più delicate, pubblicando due romance storici: Corrispondenza Imperfetta e Onorevole Proposta, entrambi ambientati nel 1800.
Al terzetto si aggiunge infine A Star is Porn, edito dalla Hope Edizioni, libro che si distacca completamente dai predecessori per i suoi toni ‘hot’, comici e spigliati.
In veste di autrice adora il genere romance, ma ancor di più i cliché di cui è fatto. Le piace sfruttarli, capovolgerli, riempirli di un po’ di stranezza e perché no, quotidiana banalità.
Come lettrice, preferisce l’horror.
Laura potete trovarla su Facebook, se avete voglia di foto di cani.

pitti duchamp

Nata nel 1981 sotto il segno del Leone a Firenze. Vive tutt’ora nella provincia di Firenze, sulle colline del Mugello, con il marito rugbista, due bimbi indisciplinati e un cane anarchico. Appassionata di Burlesque e collezionista di pezzi vintage di arredamento e moda cerca di coniugare i suoi interessi scrivendo e leggendo romance storici. Se avesse del tempo libero adorerebbe trascorrerlo tra i rigattieri e i robivecchi del centro di Firenze.
È amante della storia in particolare quella dell’Europa tra il 1500 ed il 1900, i quattrocento anni che hanno creato la modernità per come la conosciamo oggi in termini di arte, pensiero filosofico e scientifico, socialità.  In Self ha pubblicato per la serie D’amore e d’Italia L’Arabesco, Lupo di primavera, La gran dama, Il pugnale e la perla nera, La fiamma del ghiaccio.
Ha partecipato alla raccolta Natale a Pemberly con uno scritto ispirato a Orgoglio e pregiudizio e alla raccolta Cuori fra le righe con un racconto ambientato durante la Grande guerra.
Per DRI Editore ha pubblicato Frittelle al miele e altre dolcezze, il primo regency, e Stupefacente banalità, un romance contemporaneo.