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“La Promessa” di Margherita Maria Messina: i primi capitoli in anteprima

PROLOGO

1805 – Capo Trafalgar

I cannoni avevano smesso di scuotere l’aria, le onde e i cieli. Pennoni alti e maestosi di fregate francesi erano spezzati, le bandiere col tricolore, simbolo di una rivoluzione lontana, erano state fatte a brandelli e, lentamente, venivano ingoiate dalle oscure acque del mare. Il silenzio regnava adesso attorno alla Victory, la nave ammiraglia, nel cui cuore si stava spegnendo il suo comandante.

«Come va la battaglia? Come… come va la nostra giornata, Tom?»

Il Capitano Hardy per un attimo non seppe che rispondere. Il medico di bordo lo guardò, consapevole che per il tanto ammirato e temuto Ammiraglio Nelson stava ormai per giungere la fine.

«Abbiamo vinto, signore. L’Inghilterra vi acclamerà per la vostra vittoria contro Napoleone» sussurrò, mentre si inginocchiava accanto a quel corpo ormai malconcio e ricoperto di sangue.

«Le altre navi? Chi è perito?»

«I comandanti stanno controllando ogni vascello, come avete ordinato.»

«Clayton?»

«Se la caverà. Gli hanno curato le ferite.»

Lo sguardo dell’Ammiraglio iniziò a spegnersi lentamente. Prima che gli occhi si chiudessero per sempre, rivolse un’ultima preghiera agli uomini accorsi al suo capezzale.

«Non gettatemi in mare. E… prendetevi cura della mia Hamilton.»

Con le ultime parole rivolte all’amata, Horatio Nelson spirò.

Mentre moriva l’uomo che lo aveva addestrato con maestria e li aveva condotti in quella estenuante battaglia, dispiegando tutte le forze contro un’altrettanta vasta quantità di navi guidate dall’Ammiraglio Villeneuve, Alexander Clayton camminava lungo il ponte della sua nave, danneggiata in parte nella prua e sul pontile. Le carronate avevano svolto il lavoro in modo eccellente, così come il resto dell’equipaggio. E sebbene il cuore si stringesse nel vedere alcuni degli ufficiali ammassati in un angolo, privi di vita, rialzò il capo e osservò ciò che i suoi occhi avevano bramato da tempo. La sconfitta della flotta napoleonica e la vittoria della Royal Navy.

Era stato uno scontro cruento, devastante. Centinaia gli uomini che erano morti, da entrambe le parti. Vite spezzate dalle bordate o inghiottite dalle oscure acque dell’Atlantico.

Quando i suoi occhi incrociarono quelli del Capitano Thomas Hardy, riemerso dalla cabina dell’Ammiraglio, comprese che Nelson li aveva lasciati. Il cuore si strinse nel dolore e, sebbene stanco e spossato dal tremendo dolore che metteva alla prova il suo fisico, tirò la corda e fece discendere lentamente la bandiera inglese.

Come la Inverness, anche le altre navi ammainarono vele e bandiere in segno di lutto. Riportare a casa l’Ammiraglio era la nuova missione.

La voce del suo secondo lo riportò alla realtà. 

«Lord Clayton, è giunta questa dalla Victory

Quando ultimò la lettura della lettera, comprese che le sponde dell’Inghilterra non lo avrebbero rivisto per un po’.

Si passò una mano sulla spalla, avvertendo ancora il dolore dell’operazione, la garza che sfregava contro la pelle e i punti di sutura.

A ferirlo era stata una bordata, solo da poco si era rimesso in piedi. 

E si era ritrovato senza un arto.

Poca cosa rispetto a chi aveva perso la vita.

Vide i viceammiragli, comandanti e i capitani delle altre fregate e vascelli prepararsi a fare manovra e dispiegarsi lungo le acque dell’Oceano.

Lui, invece, avrebbe fatto rotta verso Gibilterra. Avrebbe ricaricato la nave, rimesso in sesto il suo equipaggio e sarebbe partito alla volta delle Americhe. Se per un attimo aveva pensato che quello che era stato il suo passato avrebbe potuto ora diventare il futuro, dovette ingoiare a forza quell’inquietudine che gli era sorta nell’animo. 

Il suo più grande rimpianto sarebbe rimasto lì, chiuso in un baule, seppellito insieme al suo cuore e alla cosa più preziosa che avesse mai avuto.

CAPITOLO 1 – Ammainate le vele

1814 – Al largo della costa inglese

«Buon Dio, Harrison! Ma cosa fate?»

Alexander Hawke, si avvicinò all’uomo che era scivolato sul ponte e gli allungò il braccio.

«Scusatemi, Capitano. Credo di aver passato troppa cera e sono finito con lo scivolare» rispose il ragazzetto minuto, rifiutando il braccio e mettendosi in ordine la camicia insudiciata.

«La prossima volta state attento. Non voglio incidenti sulla mia nave.»

«Sissignore, Capitano!» asserì il giovane mentre tornava al lavoro.

Lord Alexander Clayton, Marchese di Hawke e secondogenito del Duca di Somerset, fece un mezzo sorriso e riprese a camminare verso il timone. Si mise al fianco del suo secondo e scambiò con lui un segno d’intesa.

«Come vi sentite, Capitano? Felice di tornare in Inghilterra?»

«Sono anni che non vi metto piede, presumo di sì.»

«Avete timore di annoiarvi, tornando a casa?»

«Con la resa dei francesi probabilmente non avremo molto di cui parlare. Inoltre, dovrò prendere in mano le redini del ducato. Mio padre è stato abbastanza chiaro nella sua ultima lettera: con la scomparsa di Nathalien, tocca a me portare avanti il nome dei Somerset. Ne avrei volentieri fatto a meno, ma gli impegni di mio padre in Parlamento non gli consentono di occuparsi di tutto. Mio fratello minore sta ultimando gli studi e presto diventerà avvocato. E abbiamo anche il debutto in società della piccola Sophia. Temo, però, che di me si ricorderà poco o nulla.»

«Anch’io ho lasciato mio figlio in fasce e lo troverò già bello che grande e il mio matrimonio ha subito le intemperie di anni lontano da casa. Non vi nego che ho timore di rivedere mia moglie.»

«Sono certo che sarà felice di avere al suo fianco un uomo che si è distinto a Trafalgar e soprattutto nelle Americhe. È stata dura, abbiamo perso tanti valorosi compagni, che non potranno gioire con noi per l’attuale sconfitta di Napoleone. Ma siamo ancora qui, gli renderemo onore.»

«Pensate che vi accaserete?»

«Non credo di essere fatto per il matrimonio. So per certo che mio fratello troverà una buona moglie. Ma io, no. Non sarei il marito ideale.»

Il pensiero di Alexander corse alle parole del medico, dopo i lunghi giorni di malattia al largo delle Americhe. 

Forse non sarete mai padre, milord. 

Avrebbe potuto prendere il posto del fratello per un po’, ma poi sarebbe toccato a Thomas dare la gioia di un erede ai Duchi di Somerset.

«Siete uno degli uomini e dei Capitani migliori che conosca. Non appena sapranno che siete tornato, le dame inglesi faranno di tutto per incontrarvi all’Almack’s

«Sempre se lady Castlereagh non mi farà una ramanzina come col povero Duca di Wellington. Mia madre si è dilettata a narrarmelo nelle sue lettere. Pare che si sia presentato con un abbigliamento poco consono, a detta delle patronesse del ton.  Mi chiedo dove arriveremo se ora una donna può permettersi di sentenziare sull’abbigliamento di uno dei più importanti politici e militari del regno. Povero Arthur.»

Featherstone rise di gusto, tornando a guardare l’orizzonte.

«Siete stato un bravo Capitano, Alexander. Non dimenticatelo. E nemmeno la vostra disavventura a Trafalgar può negarvi una vecchiaia serena insieme a una bella moglie.»

Featherstone si permise, ancora una volta, di chiamarlo per nome. Dopo anni di combattimenti ed avventure fianco a fianco, il Capitano Hawke gli aveva concesso tale privilegio. Quincey Caddy era divenuto quasi un fratello, oltre che un compagno d’armi, e spesso era stato proprio merito del primo Barone di Featherstone – titolo assegnatogli dal Re in persona per le sue imprese in battaglia – se erano riusciti a camuffare la Inverness e non farla avvistare subito come nave da guerra.

«Anche per me è stato un onore servire l’Inghilterra al vostro fianco, Quincey. Dio salvi il Re» gli rispose, con un cenno del capo.

«Dio salvi il Re.»

«Capitano!»

Dall’albero maestro, una voce concitata attirò la sua attenzione.

«Dite pure, Underson!»

«Terra, Capitano! Siamo in Inghilterra!»

***

1814 – Bath

«No, no e ancora no!»

«Anna Arabelle Rightwhite, comportati come una lady degna del tuo rango! Hai ventiquattro anni compiuti, ed è giunto finalmente il momento che tu adempia ai tuoi doveri.»

«Non ho intenzione di subire questa imposizione! Stiamo preparando tutto per la Stagione di Olivia, non per me!»

Il Marchese di Exter sospirò pesantemente e si lasciò cadere sulla poltrona dello studio. Sapeva che Anna avrebbe reagito in quel modo, se l’era infilato nella manica il rifiuto della figlia. Ma era l’unica soluzione possibile per sistemare quella dannata faccenda, come soleva chiamarla Anna.

«Olivia farà il suo debutto, così è stato deciso. Ma tu devi prendere marito, non transigo. La figlia del Marchese di Exter ha dei doveri.»

«Non voglio sposarmi, lo sapete bene.»

«L’uomo che ho scelto è perfetto per te. Io e suo padre abbiamo un’amicizia che ci lega da anni, e il suo buon nome porterà solo prestigio e onore alla famiglia Rightwhite.»

«Di chi state parlando?»

«Il Capitano Hawke sta rientrando a Londra. Io e il Duca di Somerset abbiamo deciso che l’unione fra le nostre casate non porterà altro che bene ai posteri.»

Quel nome le rimbombò nelle orecchie, scuotendole l’animo sin nel profondo. 

«Lord Hawke è qui?»

«Malcom lo attendeva nel porto di Londra già dalle prime luci dell’alba. Sembri sconvolta, mia cara.»

«Sono anni che non vedo il Marchese. Come potete pensare che possiamo gestire un matrimonio?»

«Conosci lord Hawke da quando eri bambina, e l’eco del prestigio che ha portato all’Inghilterra e alla sua famiglia lo precede. Sarebbe uno sgarbo inaccettabile da parte tua se rifiutassi.»

«Lord Hawke è stato via per dieci lunghi anni. Credete che il suo primo pensiero sarà accasarsi? Partirà nuovamente in men che non si dica. E io cosa dovrei fare, intanto? Aspettare a casa che un grosso e presuntuoso…»

«Anna, adesso basta! Non tollero questo tuo atteggiamento. Ti ho sempre concesso libertà, la possibilità di studiare e anche di rifiutare ogni singolo pretendente. Per te ho spesso discusso anche con tua madre, ma ora basta. Non tollererò ancora insubordinazione per una questione che sapevi bene prima o poi sarebbe accaduta.»

«Perché non potete lasciare che sia Olivia a subire tutto questo?»

«Tua sorella non smette di fare i salti di gioia per la Stagione e credi che sia un peso per lei? È ancora in giro con tua madre per acquistare cappellini e stoffe. Saremo fortunati se troveremo presto un partito degno di lei, o mi ridurrà sul lastrico» gli rispose divertito il padre, alzandosi e avvicinandosi a lei.

Anna era rimasta col viso rivolto verso la finestra, e la luce del sole ne carezzava il profilo alto e fine, tanto simile a quello di sua moglie Caroline. La figlia ne aveva ereditato la bellezza, insieme con i bei boccoli neri tipici dei Rightwhite e gli straordinari occhi grigi della famiglia di sua moglie. Era uno spirito libero, lo era sempre stata, sin da piccola, e da questo punto di vista gli somigliava.

Gli occhi nocciola del Marchese la fissarono in maniera intensa, e quando lei si voltò il grigio azzurro del suo sguardo brillò, illuminato dal sole della primavera che splendeva alto su Londra. 

«Se dovessi comprendere che per me sarà una tortura, vi assicuro che non mi sposerò.»

***

Quando i suoi stivali toccarono terra, Alexander inspirò a fondo il profumo della salsedine, affinché i polmoni ne fossero pregni. Gli sarebbe mancato il mare, terribilmente, ma il Commodoro Nighthale aveva dato quelle disposizioni e non poteva disobbedire ai suoi ordini.

Sono certo, Capitano Hawke, che un periodo di riposo gioverà molto alla vostra salute. Dopotutto, a seguito della nostra gloriosa vittoria a Trafalgar siete salpato per le Americhe. La vostra devozione al Re ed all’Inghilterra merita di essere premiata. Sarete convocato presto per essere insignito del mio stesso grado, gli aveva detto.

E alla sua richiesta di rimanere in mare, Nighthale aveva risposto: Sappiamo bene che per un Capitano come voi, la sua nave è come un’amante devota. L’amate appassionatamente e la desiderate senza sosta. Ma il vostro fisico è stato messo alla prova duramente e sono del parere che dobbiate prendere una licenza di qualche mese, se non per un anno intero.

Gli aveva però assicurato che la Inverness sarebbe rimasta attraccata nel porto di Londra, in attesa che lui risalisse a bordo. Siamo sicuri che l’Inghilterra avrà ancora bisogno di voi. 

Alexander dovette ammettere che, a mano a mano che vedeva i bauli scendere dalla nave, il cuore gli si stringeva. Senza dubbio Nighthale aveva avuto ragione: era come abbandonare una casa, una famiglia. La Inverness era stata la sua prima nave, la fregata più veloce e ambita da qualsiasi capitano della Royal. Ed era stata affidata a lui. 

Al fianco dell’ammiraglia Victory, seguendo gli ordini di Horatio Nelson, si erano battuti senza tregua contro Villeneuve e le forze francesi. Il suo Ammiraglio, colui che lo aveva istruito e preso sotto la propria ala durante la scuola nautica, aveva perduto la vita, tornando in Patria con uno stuolo di fregate a proteggerlo. Alexander, invece, non era tornato. Per esplicita richiesta della Royal e in parte per volontà personale. Di Horatio Nelson ne avrebbe sempre ricordato la forza e l’arguzia, e il destino aveva anche deciso di fargli condividere le medesime ferite fisiche.

La voce del secondo lo ridestò dai pensieri.

«Capitano, guardate, vostro padre.»

I profondi occhi di Hawke intercettarono quelli altrettanto blu e vispi del Duca di Somerset che, in elegantissimi abiti, ammirava la slanciata figura del figlio. Alexander ebbe un moto di commozione e imbarazzo: rivedere il padre dopo anni era un tuffo al cuore, come lo era stato quel lontano giorno in cui era salpato con la sua nave. Avrebbe preferito indossare un’uniforme decisamente meno sgualcita e sbiadita, rendersi presentabile. Ma, in fondo, anche a lei era affezionato.

Strinse la mano a Featherstone, augurandogli buona fortuna e strappandogli la promessa di venire a trovarlo a Londra, insieme con la dolce consorte, non appena gli fosse stato possibile.

A grandi falcate si avvicinò al padre, il quale spalancò le braccia e lo tenne stretto.

«Sei salvo. Sei tornato a casa.»

«Ne dubitavate?»

«Assolutamente no. Non quando il miglior uffciale della Royal Navy è mio figlio.»

«Sono solo un Capitano.»

«So per certo che il Re molto presto ti darà la giusta onorificenza. Bentornato a casa, Capitano Hawke.»

Alexander sorrise. «Grazie, Vostra Grazia.»

CAPITOLO 2 – Profumi del passato

Il tragitto che condusse la sontuosa carrozza del Duca di Somerset dal porto di Londra sino ad Hawke’s Manor non fu breve. Alexander si ritrovò ad ammirare le nuove costruzioni in stile palladiano, per la maggior parte delle facciate, e la netta distinzione fra i vecchi docks londinesi e le parti di recente edificazione che pullulavano nella fiorente zona di Hyde Park. 

«Sembra quasi che tu a Londra non ci sia mai stato.»

«Profumi, odori… mi sono familiari. Ma ciò che osservo è molto lontano dai miei ricordi. Noto, inoltre, che il Re non ha badato a spese, così come tutta la nobiltà. Ci sono delle residenze decisamente… lussuose

«L’atteggiamento frizzantino di Sua Maestà ha messo in moto tutti i signorotti che sono accorsi in questo periodo per la Stagione, dando il via a una vera e propria gara a chi mostra più magnificenza. Le residenze di città sono state tirate a lustro e tutti cercano di mettersi al centro dell’attenzione.»

«Tranne voi, Vostra Grazia.»

«Un vantaggio nell’essere il Duca di Somerset e avere un rapporto privilegiato col sovrano è che non hai bisogno di metterti in mostra. Bastano gli sguardi degli altri a poggiarti su un piedistallo, salvo poi tentare di farti cadere. Ma ti prego, Alexander, torna a toni più confidenziali. Sai che li ho sempre desiderati dai miei figli.»

«Tenterò, almeno quando non siamo in pubblico.»

«Non sai quanto venga difficile il contrario a tua sorella Sophia. È deliziosa, spumeggiante nella sua tenera età, ma non riesce a trattenere questa sua condotta. L’altro giorno ha scandalizzato tua madre quando mi ha dato un bacio sulla guancia.»

Alexander rise di gusto. «La piccola Sophia… era poco più che una bambina quando sono partito. Non vedo l’ora di vederla. Come sta Thomas?»

«È ancora sui libri. Manca poco e diventerà un eccellente avvocato, e ne abbiamo parecchio bisogno per amministrare le proprietà.»

«Siete sempre del pensiero che affidare a lui tutta la contabilità sia una scelta saggia? Forse dovrebbe fare un po’ di praticantato.»

«La scorsa estate, sir Willoby gli ha affidato parte del proprio patrimonio a Bath. Glielo ha moltiplicato e reso decisamente più redditizio. E senza incorrere in prestiti o compromessi.»

«Un vero genio, il mio fratellino.»

«Credo di aver fatto la giusta scelta nel volerlo indirizzare in questo campo, farà carriera. E tu, sei pronto a prendere in mano l’eredità di famiglia?»

Alexander sospirò sommessamente. «Temo di non avere altra scelta. La mia nave è arenata in un porto e io, forse, devo farmene una ragione.»

Il Duca si sporse quel tanto che bastava affinché la sua mano si poggiasse sul ginocchio del figlio.

«Non vederla come una condanna, Alexander. Hai dato tutto te stesso in questi anni. E non parlo solo della moralità del tuo incarico. Dio solo sa quanto io e tua madre siamo stati in pena per te, senza poterti raggiungere, dopo quello che hai subito. Ma sai bene che ci sono dei doveri da compiere, delle leggi da rispettare. E io non avrei mai infangato il tuo e il mio nome portandoti nuovamente a Bath dopo Trafalgar. Ti ho lasciato in mare, perché so che lo bramavi più di ogni altra cosa. Ma adesso basta: hai bisogno di riposare. La resa di Napoleone attenua il clima politico che abbiamo vissuto in perenne tensione per tutti questi anni. Anche tu, adesso, hai il diritto di deporre le armi. Abbiamo tutti bisogno di pace.»

«Sapete che il mio destino è sempre stato la Marina Britannica.»

«Forse il destino ha deciso di far cambiare strada alla tua vita. Lo ha cambiato a chiunque in questi anni. Ma adesso sei qui, di nuovo a casa. Ed è giusto che tu costruisca un avvenire, anche come mio futuro erede.»

«So già dove volete andare a parare, e la mia risposta è no.»

«Sapevo che lo avresti detto, ma son spiacente di comunicarti che ho già deciso per te.»

Alexander inarcò un sopracciglio e divenne teso.

«Che cosa avete fatto?»

«Io e il Marchese di Exter abbiamo deciso che le nostre famiglie si dovranno unire. E la scelta è ricaduta su te e Anna.»

Gli occhi di Alexander si fecero piccoli e vibrarono al solo udire quel nome.

«Che cosa? Anna? Quella Anna?»

«Sì. Quella Anna.»

«Quando sono partito doveva debuttare, non è possibile che stiate parlando di lei.»

«Lady Rightwhite ha avuto, come posso dire, numerose riserve nel voler concedere la mano ai suoi tanti pretendenti. Fortunatamente per te, è diventata una graziosa fanciulla ed è ancora in età da marito.»

«E non vi siete chiesto il perché? Avrà ancora quel detestabile carattere e sarà una ribelle.»

«E invece posso dirti che ha modi molto educati, suona il piano e ha uno spiccato intelletto. È davvero gradevole udirla parlare. Inoltre, è una delle protette di lady Castlereagh.»

«Un diavolo travestito da angelo.»

«Anche tu avevi delle colpe da ragazzo, non facevate che litigare. Ma in questi anni siete maturati entrambi. Sarà una moglie devota e rispettabile.»

«E credete che vorrà un marito deforme come me? Padre, siate serio.»

«La mancanza di un arto non ha mai bloccato la possibilità di vivere un’unione serena.»

«E se fossi sterile? Vi ricordo che ho preso il vaiolo nelle Americhe. Condannarla a una vita senza figli sarebbe ingiusto.»

«Non trovarmi cavilli, sono certo che tu sia nel pieno del tuo vigore. A tutto, comunque, c’è rimedio.»

Alexander rise amaramente. Tutta la situazione aveva dell’assurdo e non poteva davvero credere a ciò che le sue orecchie avevano appena sentito. 

«Lei non accetterà mai. Ne sono più che certo.»

«Suo padre e io concordavamo da tempo un’unione del genere. E il tuo ritorno in Patria è stato il segno che attendevamo.»

«Se Anna è rimasta quella che rammento io, sono certo che non sarà un’impresa facile. Quando dovrei incontrare la mia deliziosa fidanzata?»

«Sicuramene la incontrerai al debutto di tua sorella e della sua; dopo organizzeremo il fidanzamento. E riusciremo ad avere una licenza per un matrimonio entro tre settimane.»

«Siete certo che sia il destino ad aver voluto tutto questo, o voi lo avete inavvertitamente spinto verso i vostri progetti?»

«Il destino non tiene quasi mai conto del libero arbitrio, ma io sono pur sempre il Duca di Somerset.»

Hawke’s Manor era una deliziosa residenza su più piani, costruita a pochi chilometri da Hyde Park, al centro di una delle più importanti arterie della città di Londra. I lavori di edificazione erano stati avviati nei primi del Settecento, e solo in seguito la tenuta era stata rimodernata a seconda dei gusti e delle disponibilità della famiglia, sino a quando il Duca di Somerset aveva optato per uno stile più sobrio in facciata e l’ampliamento di alcune sale destinate ai ricevimenti. E, come Alexander aveva immaginato, in quei dieci anni di assenza non era cambiata. 

I balconi erano ancora ricolmi di fiori bianchi e piante esotiche provenienti dall’Egitto e dalle Indie. Suo padre ne era un estimatore e non mancavano mai, sin da quando lui ne avesse memoria. 

Quando scese dalla carrozza, il pesante portone nero venne aperto e dinanzi a lui si spalancò il sorriso della madre. 

La vide scendere i gradini con tutta l’eleganza e la delicatezza che la distingueva: lady Henrietta era bella, lo era sempre stata. I capelli castani erano diventati più chiari, color miele, ma la pelle era priva di segni del tempo, sebbene gli occhi mostrassero uno sguardo più maturo e sempre ligio alla pacatezza.

«Madre…» le disse, sfiorandole la mano con un cortese baciamano, per poi rialzare lo sguardo e incontrare gli splendidi occhi verdi che brillavano come le valli della Scozia.

Lei rimase ancora qualche attimo in silenzio, poi lo strinse in un abbraccio carico d’affetto e amore. 

Poco consono a una nobile. 

Poco appropriato per la Duchessa di Somerset.

Ma obbligato per una madre che aveva atteso il figlio per più di dieci anni.

«Perdonami, ma temo di aver perduto ogni parola. Posso solo dire bentornato a casa, figlio mio. Sono così fiera di te.»

Il cuore di Henrietta si era fatto stretto, e per ben più di un motivo: la gioia, in primo luogo, le era scoppiata in petto al solo vedere la figura elegante di Alexander, rammentandole che non era più lo smilzo ragazzino che era partito tanti anni prima. Dinnanzi a lei vi era un uomo, un Capitano benvoluto e stimato da tutta l’Inghilterra. Poi gli occhi corsero alla manica della giacca che era rimasta libera di svolazzare nella leggera brezza che soffiava spesso in quei mesi.

Il dolore si acuì, immaginò quanto dovesse essere stato doloroso e difficile per il figlio. Per lei, continuare a servire la Marina sembrava decisamente contro ogni logica. Ma lui era testardo e aveva preferito restare in mare, combattere lontano dagli affetti e dedicarsi in modo instancabile alla propria carriera. Anche senza un braccio e con svariate cicatrici.

Tutto sommato, quando Henrietta aveva saputo che sorte fosse toccata agli altri membri della Royal Navy, aveva pensato che il figlio dovesse essere nato sotto una buona stella, che Dio lo avesse protetto. Che avesse ascoltato, almeno per quella volta, le sue preghiere.

Gli carezzò con le dita tremanti il volto, parzialmente imbrunito dal sole, e la folta capigliatura castana che tanto lo facevano simile a lei. Fili luminosi si stagliavano lungo le ciocche e un accenno di barba evidenziava il mento marcato ed elegante.

Sì, suo figlio era decisamente un uomo.

«Non piangete, madre. Sono qui. E credo proprio che resterò a lungo.»

«Sia ringraziato il cielo che non ti abbiamo perso quando il vaiolo ha colpito le navi nelle Americhe. Il tuo spirito è forte, l’ho sempre sostenuto. Hai la tempra di tuo padre e tuo nonno. Oltre al mio sangue scozzese nelle vene.»

«Buon sangue non mente mai, Vostra Grazia.»

«Eccomi! Eccomi! Dov’è? Dov’è mio fratello?»

Una vispa ragazza dalla lunga chioma dorata si affacciò dal portone: occhi intensi e blu, come i suoi, fisico ancora asciutto e pelle candida, con un corpo fasciato in un abito giallo dalle rifiniture bianche. 

Quando gli si avvicinò, Alexander notò le guance colorirsi e un altro sorriso entusiasta palesarsi sul suo volto.

«Fratello! Alexander! Sei tu!»

«Sophia…»

La giovane gli saltò al collo e lo strinse, costringendolo a piegarsi in avanti per la differenza di altezza. Sophia gli schioccò un bacio sulla guancia. 

«Eravamo tutti in pena per te! Sei a casa, sei finalmente a casa!»

Il fratello la strinse col braccio sinistro, sollevandola leggermente da terra. Se la stanchezza del viaggio non si fosse fatta sentire, era certo che l’avrebbe librata in aria. Sophia era leggera e delicata, come le piume.

«Dà respiro a tuo fratello, tesoro. E rientriamo in casa, sono certo che un buon bicchiere di brandy lo ritemprerà» sentenziò il Duca mentre porgeva il braccio alla moglie, varcando la soglia di casa.

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amalia frontali

Amalia Frontali è uno pseudonimo.

In quanto tale ha la fortuna non di indifferente di poter fare sempre e solo ciò che preferisce, vale a dire leggere, cucinare, passeggiare col suo cane e uccidere piante in vaso.

E naturalmente scrivere.

Amalia scrive dal 2017, sperimentando generi, registri e forme narrative. 

Ha un debole per lo stile epistolare e per le ambientazioni storiche e belliche.

Nata a Napoli il 19 novembre 1990, è laureata con lode in Comunicazione pubblica sociale e politica alla Federico II di Napoli.

È appassionata di scrittura, musica, arte e sport, in particolar modo di pallavolo.

Sogna di lavorare nel campo delle risorse umane; a dicembre del 2016 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Scegli me, con la casa editrice Eden Editori.

A maggio 2019 ha vinto il premio come Autore dell’anno, indetto dal giornale online Napoli Time.

La scrittura è da sempre il modo migliore che ha per esprimersi, scrive principalmente per se stessa, lasciando in ogni libro una piccola parte di sé.

laura baldo words edizioni

Nata e vive a Trento. Ha la passione per la lettura, i viaggi, gli animali, l’opera lirica e, di recente, la scrittura. Alcuni suoi racconti, finalisti o segnalati in concorsi, sono stati pubblicati in antologie e online. Nel dicembre 2019 è uscito il suo primo romanzo Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins), vincitore del concorso “e-Love Talent 2019”. A giugno 2020 è uscito il giallo breve La salvatrice di libri orfani (Alcheringa).

Attualmente collabora con la rivista culturale “Alibi Online”, scrive recensioni per il blog “A libro aperto” e inventa fiabe stravaganti per il sito “Piccoli grandi sognatori”.

A febbraio 2021 è uscito Il lato sbagliato del cielo (Arkadia), ambientato durante la Seconda guerra mondiale, periodo storico di cui si è appassionata. Per la serie Il tredicesimo segno, che sarà pubblicata da Words Edizioni, sta lavorando a due prequel.

Martina Boselli Words Edizioni

Classe 1990, nasce a Napoli.
Laureata presso l’università Federico II in Filologia Moderna, attualmente insegna in una scuola di periferia.

Scrive praticamente da sempre e su qualunque cosa e in qualsiasi posto si trovi.

Ama il cibo cinese, i tramonti autunnali, il rumore delle onde del mare, andare al cinema, perdersi tra i vicoletti della sua città, cantare a squarciagola mentre è in auto, leggere fiabe la sera insieme a sua figlia, guardare serie televisive una dopo l’altra e chi pratica gentilezza e sorrisi a caso, perché non se ne vedono mai abbastanza.

Non va d’accordo con la matematica, con chi non mantiene le promesse, con chi non ha a cuore il cuore degli altri e con i parcheggi.

Un giorno spera di poter vivere a Parigi e se ciò proprio non dovesse accadere, mangiare senza ingrassare sarebbe un’ottima alternativa.

Scrittrice e giornalista freelance. Vive tra la Capitale e la sua Calabria.

Al suo Gli arpeggi delle mammole (già pubblicato nel 2015) è ispirata una graphic novel; è co-autrice di Senti chi parla, volume presentato alla 74esima Mostra del cinema di Venezia.

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Giovanna “Vanna” , classe 1995, vive a Caserta ed è diplomata in restauro delle opere pittoriche.

Ama profondamente tutto ciò che ha a che fare con l’arte (in qualsiasi campo), gli animali, la natura e la Storia.

Tenta di convincersi ogni giorno di essere nata nel decennio giusto, ma con scarsi risultati.

“La luce calda del tramonto”, primo volume della “Trilogia del Sogno Americano” e precedentemente pubblicato in self-publishing su Amazon, segna il suo nuovo esordio per la Words Edizioni.

Classe 1988, è di origini campane. Di professione giornalista, da qualche anno scrive per passione.

“Jordan+April” è il suo primo romanzo. Inizialmente autopubblicato su Amazon, ora pubblicato nella sua nuova versione targata “Butterfly Edizioni”.

La stessa casa editrice ne ha pubblicato anche il seguito “April”. Ha all’attivo anche: “You are my Superhero” e “Ricordati di me”, entrambi disponibili sulla piattaforma Amazon in versione ebook e cartacea; il romance ad ambientazione storica “La sposa inglese” e il romance contemporaneo “Parole”, entrambi pubblicati con una casa editrice veneta.

Da novembre 2019 è l’editore responsabile della casa editrice Words Edizioni.

barbara morini words edizioni

Barbara Morini è lo pseudonimo con cui una anonima impiegata della provincia di Treviso ha deciso di pubblicare il suo primo libro.

Nata nello stesso anno della mitica Route americana, è cresciuta a pane, libri e musica ascoltata tra radio e musicassette. Animata dal fuoco della passione per la lettura, ha passato l’adolescenza in compagnia dei classici.

Negli anni ’90 ha iniziato ad attraversare mondi sconosciuti con la letteratura fantasy e per ragazzi. All’inizio del nuovo millennio si è approcciata al mondo del romance, senza abbandonare gli altri generi.

Senza davvero crederci fino in fondo ha scritto e pubblicato la sua prima storia su Wattpad, che ha riscosso un successo incredibile e che si appresta a diventare ora il suo primo libro edito Words Edizioni.

E ora, giura solennemente che non smetterà più di scrivere.

carlo lanna words edizioni

Nato a Caserta trentacinque anni fa.

Di professione è giornalista di spettacolo e collabora per IlGiornale.it e per un magazine a tematica LGBT.

È laureato in Legge e in Scienze della Comunicazione. Divora film e serie tv di tutti i tipi fin dall’adolescenza e ama follemente le saghe urban-fantasy e i dark romance.

La scrittura è nel suo DNA, ma solamente quattro anni fa è tornato a picchiettare le dita sulla tastiera e navigare con la fantasia, dopo un lunghissimo periodo di silenzio.

Ha pubblicato svariati racconti brevi su diverse antologie. Ha esordito con Scegli il nostro destino (Gilgamesh Edizioni) nel luglio 2019. Il colpo di fulmine non esiste è il suo secondo romanzo, il primo della serie NY Lovers.

gaetano cappello words edizioni

E’ nato ad Agrigento nel 1990.

Cresciuto in una famiglia poco incline alla lettura, vede nascere il proprio legame con le storie dell’orrore per puro caso: una copia di Mucchio D’Ossa rinvenuta dentro un mobile acquistato d’occasione dai genitori.

Un’epifania che lo porta a divorare ogni romanzo del genere capitato a tiro, da Stephen King a Lovecraft, passando per Shirley Jackson e Clive Barker, finché non decide di dedicarsi alla scrittura egli stesso.

Ha pubblicato in self publishing una raccolta di racconti intitolata Sette Dopo il Tramonto.

 

giulia de martin words edizioni

Classe 1991, una laurea in letteratura inglese, una in giornalismo e due anni vissuti in Irlanda, oggi ha trovato la sua occupazione nel mondo del digitale, ma non ha abbandonato la sua passione per i classici e la loro bellezza.
Vive fra le Dolomiti con un pallanuotista e due gatti, Loki e Thor, alternando web e carta stampata, lavorando come modella e viaggiando per l’Europa.

Il romanzo storico è per Giulia il mezzo per trattare temi attuali e riflessioni profonde conferendo al tutto un’anima romantica.
I suoi personaggi, donne forti e determinate che combattono per mantenere la loro posizione e felicità, rispecchiano le giovani di oggi, sognatrici e pragmatiche, che bevono la vita in un sorso solo assaporandone ogni goccia.

Come la pioggia e la Scozia, il suo romanzo d’esordio, ha vinto i Watty’s per la categoria narrativa storica nel 2019, prima di essere pubblicato da Words Edizioni. Il romanzo è stato per mesi tra i Bestseller Amazon. Anche Le Api di Waterloo ha vinto i Watty’s 2020 per la stessa categoria.

jessica marchionne words edizioni

Nasce a Sezze nel 1991.

È laureata in ‘Editoria e scrittura’ e ha continuato a frequentare corsi e tirocini anche dopo gli studi nella speranza di trasformare la sua passione in lavoro.

Legge da sempre qualsiasi genere anche se predilige il fantasy e lo storico.

Ha un blog ‘Luce sui libri’ dove recensisce libri di autori emergenti e dispensa ogni tanto qualche consiglio.

Ama i videogiochi, gli animali e pensa che l’autunno sia la stagione che meglio le si addice.

Le campane di San Pietroburgo edito da Words Edizioni è il suo romanzo d’esordio.

juls way words edizioni

Classe 1994, vive a Bologna, dove frequenta la Scuola di Archivistica.

Urbinate di nascita e di adozione, si è laureata in lettere moderne e in storia dell’arte.

Cresciuta a libri, Guccini e Platone, è un’inguaribile romantica; ama il cinema, le serie tv – soprattutto i period drama – , il sarcasmo e andare in giro per mostre e musei.

Il suo sogno è di vivere a Parigi, in una mansarda arredata in stile anni venti, con vista sul Quartiere Latino.

Inventa storie da quando ne ha memoria, ma La seconda moglie è il suo primo romanzo.

laura vegliamore words edizioni

Laura è nata a Roma nel 1989. Dopo essersi diplomata in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro si è trasferita a Parigi dove ha vissuto per tre anni, lavorando come agente museale.

Appassionata di storia e luoghi antichi, lettrice devota fin dall’infanzia, ha sempre adorato scrivere e, una volta tornata in Italia, si è decisa a dedicarsi a questa passione anima e corpo.

Per Dri Editore ha pubblicato il romanzo storico Terraferma.

Per Words Edizioni esordisce con il romanzo di narrativa contemporanea Novembre.

liliana d'angelo words edizioni

Consegue la Maturità Classica nel luglio del 1984 presso il Liceo Classico “P. Giannone” di Caserta, e la laurea in Lettere  nel luglio del 1990 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; oggi è docente di lettere nella Scuola Secondaria di secondo grado a tempo indeterminato.

Pubblicazioni:
Il Profumo della Viole (2005)
Il Segreto di Villa Camilla (2006)
L’Albero dei Desideri (2007)
Chiedi alla Luna (2008)
Magica Europa (2009)
La Schiava Cristiana (2010)
Come un puzzle (2012)
Le fiabe più belle (2012)
Iris e l’inganno della principessa (2014)
Siamo ragazzi (2016)
Gioco di squadra (2017)
– Corri più veloce del vento (2018)

Tutti i romanzi sono editi da Medusa Editrice.
Per Words Edizioni esordisce con La luce dell’alba.

margherita maria messina words edizioni

Semplicemente Meg. Classe 1989, è siciliana e nelle sue vene scorre il sangue della sua madre naturale, l’Etna.

Laureata in Storia dell’Arte, è specializzata in conservazione e restauro dei beni archivistici e librari. Cura e gestisce un blog letterario da due anni, Il Libro Sul Comò Di Meg, dove promuove autori emergenti e piccole case editrici. Ama la storia, soprattutto l’epoca medievale e l’Ottocento. I suoi primi amori ed eterni fidanzati sono stati Dracula, Heatcliff e Erik (Il Fantasma dell’Opera), ed è cresciuta con le opere liriche e il power metal.

Divora libri, unico cibo che sazia il suo animo, insieme con la pizza e il tiramisù; li scrive anche, e ci si perde dall’età di sette anni. Adora i gatti e vagare nei boschi, soprattutto con la Luna piena.

Di storie ne ha tante da raccontare, ma Beyond the Veil è il suo romanzo d’esordio.
Dal 2020 cura la grafica del magazine Libri & Parole per Words Edizioni e dal 2021 è webmaster del sito web Words Edizioni.

paola russo words edizioni

Vive felice in un piccolo paese della Bassa Friulana con un marito maschio alfa e un figlio che, per l’innata inclinazione alla menzogna e alla contrattazione, molto probabilmente da grande farà l’avvocato o il truffatore.

È una donna dotata di pessima memoria (ciò nonostante non dimentica mai una promessa fatta), maldestra e distratta (eppure concreta e affidabile) e pigra (ma nel senso buono del termine).

Adora ascoltare la buona musica (o, per meglio dire, quella che lei ritiene essere buona musica), guardare serie televisive e i late show in lingua originale (preferibilmente sottotitolati), ascoltare podcast divulgativi che le amplino la mente (cosa di cui sente il bisogno) ed essere circondata dalla simmetria e dall’ordine (entrambe non più pervenute da quando è diventata una mamma).

Detesta l’attività fisica in tutte le sue forme possibili (a esclusione del sesso), la matematica (a cui augura di morire) e le scartoffie burocratiche (qualcuno dovrebbe punire severamente chi le ha inventate).

Leitmotiv: trova la tua passione, coltivala e sarai più felice.

salvatore improta words edizioni

Salvatore Improta nasce a Napoli nel 1979 e si trasferisce a Bologna nel 2001. Nel 2002 apre un blog sul quale pubblica racconti alcuni dei quali selezionati in raccolte di autori emergenti. Nel 2014 scrive il libretto ed i testi delle canzoni per il musical Jonas’s song. Nel 2017 vince due importanti contest nazionali di scrittura: Coop For Word con Metrò on the book pubblicato nella raccolta Cado come neve (ed. Fernandel) e sul Resto del Carlino di sabato 16/09/17 e Scriba Festival della Bottega Finzioni (Carlo Lucarelli) con il racconto Dove devo firmare. È pubblicato nella rivista PostScripta (ed. Atlantide) con il racconto È arrivata primavera; nella raccolta Sette son le note (ed. Alcheringa) con il racconto All you need is love but you don’t know. Nel 2018 viene pubblicato in ebook il suo libro d’esordio Brucia (ed. Geekoeditor) per il quale è intervistato da Repubblica, edizione Bologna. Nello stesso anno si classifica tra i vincitori del premio nazionale “Tuttiscrittori” con il racconto Caterina, e nel concorso indetto dal comune di Trento con il racconto Caterina e Antonio. Nel 2019 il racconto Il primo di una lunga storia è pubblicato nella raccolta, Mille e una storia. Nel 2020 Brucia, il suo romanzo d’esordio viene pubblicato in versione cartacea (ed. S4M), integrato con un nuovo capitolo finale. Nello stesso anno partecipa al contest “Dalla finestra” organizzato da Giulia Ortuso, con il racconto Musica in collaborazione con l’artista e grafica Alessandra Loreti, rientrando tra i selezionati per la pubblicazione del libro “Dalla finestra”.

rita mariconda words edizioni

Nasce a Torino nel ’60 e dopo vent’anni di vita ligia alle regole cambia tutto e diventa un’emigrante al contrario trasferendosi al sud.

Sposa e madre di due figlie decide ad un certo punto di mettere nero su bianco le sue fantasie trasformandole in romanzi.

Lettrice seriale di qualunque genere predilige gli storici e in particolare i vittoriani, innamorata dei polizieschi giudiziari si diletta anche in quel genere.

I suoi libri sono accompagnati sempre da una vena ironica che alcune volte degenera nel sarcasmo.

Il suo motto è “circondatevi di persone che vi sanno far ridere, che a farvi piangere ci pensa già la vita”.

 

samantha l'ile words edizioni

Vive in provincia di Varese con il marito, tre figli, due tartarughe e un pesce.

La mattina si alza presto, ammira il monte Rosa e affronta la giornata in mezzo ai numeri in ufficio poi tra quaderni, compiti e mille altri impegni. Nel tempo libero si dedica alle parole: lettrice compulsiva da sempre, ha trovato nella scrittura un mondo tutto suo in cui evadere.

Ha pubblicato vari romanzi contemporanei: Amore, cioccolato e disastri con Butterfly Edizioni, Non come una Barbie! e la serie Cuori. Infine ha scritto la serie Le Vicende degli Island dove ha racchiuso il sogno di possedere poteri paranormali.

La trovate su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest. L’indirizzo del suo blog è: sammylile.blogspot.it

scarlett reese words edizioni

E’ nata a Torino nel 1987 (anche se avrebbe voluto nascere negli anni 60) e spera di morire in un’altra nazione, almeno tra trent’anni, sorseggiando mojito su un’isola deserta.

Ama la musica rock, i tatuaggi e tutto quello che contiene zucchero o fa ingrassare.

È una lettrice compulsiva che scrive con la speranza di riuscire a trasmettere le stesse emozioni che riceve leggendo un buon libro.

Uno dei suoi più grandi sogni è vedere l’America, magari prima che Trump la faccia radere al suolo.

irene catocci words edizioni

Vive in Maremma, immersa nel verde e nella tranquillità (il più delle volte), con il marito, le due figlie e un levriero con l’indole di un gatto.

Ha pubblicato in self publishing:

Il dono, J.Skull, Cuore di Jagoda, Quel Mare Profondo e Doomed.

 

Des Anges Words Edizioni Autori

Milanese, classe 1991, l’altra metà di una ragazza ossessionata dai libri e che dei libri ha fatto il proprio lavoro, dopo una laurea in Comunicazione interculturale, una specialistica in Editoria e un master.

Alba colleziona maialini rosa di ogni tipo e dimensione, venera i gatti, Cristina d’Avena, le torte al cioccolato, e ha un passato da ballerina, pallavolista e pattinatrice su ghiaccio. Su di sé le piace raccontare molte storie, ma ce n’è una che considera l’incipit perfetto del romanzo della sua vita: quando è nata, a metà aprile, in primavera, una nevicata imprevista ha incollato gli sguardi al cielo. Un benvenuto che l’ha sempre fatta sentire un po’ speciale. Si considera un’imbranata cronica e un’eterna bambina che non si sforza nemmeno un po’ di crescere. D’altronde, e non potrebbe essere altrimenti, la sua fiaba preferita è Peter Pan. La ragione per cui ha cominciato a scrivere? L’Isola che non c’è esiste, e si nasconde in quel ponte di parole teso tra fantasia e realtà che lei ama creare e ricreare, per divertirsi, per giocare.

Stars – Il Re di Picche è il suo libro d’esordio e il primo volume di una serie romance che ha visto la luce nel 2014 con Triskell Edizioni, ma che torna per Words in una nuova veste, pronta a splendere.

barucco giulia

Scegliendo di intraprendere gli studi umanistici, Giulia Barucco ha deluso il nonno che la voleva ostetrica.

Le ostetriche invece ringraziano.

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie di Arte e Spettacolo (Cattolica di Brescia) e la specialistica in Cinema, Tv e Produzione multimediale (I.U.L.M. di Milano), lavora per alcune produzioni Mediaset e Rai fino a quando, diventando moglie e mamma, inizia a lavorare come copy per alcune agenzie di comunicazione.

Non essendo sufficientemente molesta nei confronti di amici e parenti, a maggio 2019 inaugura il blog GrrrPower con alcune sue amiche e colleghe e obbliga tutti a leggere i suoi articoli.

Dal 2019 ha molti meno amici, ma tanta voglia di scrivere, leggere libri, incatenarsi al divano per guardare serie tv e molestare intellettualmente il prossimo.

simona pugliese words edizioni

Classe 1987, una laurea magistrale in lingue e letterature moderne, Simona Pugliese è nata e vive a Catanzaro con la famiglia e tre distributori ambulanti di pelo e fusa.

“Ti lascio la mia vita” è il suo romanzo d’esordio.

Susy Tomasiello nasce a Napoli con una grande passione per la lettura. È per questo che ha deciso di aprire un blog sui libri “I miei magici mondi” dove condivide con chi come lei non sa stare un giorno senza leggere. Ha un’altra passione che però coltiva da sempre ed è quella della scrittura. I suoi libri sono tutti disponibili su Amazon: Puoi fidarti di me, edito Genesis Publishing; Puoi ancora fidarti di me, novella edita Genesis Publishing; Un marito per la mamma Self Publishing; Note d’amore Self Publishing; Quando tutto cambia edito Collana Starlight; Frammenti di noi edito More Stories; Voglio solo te Self Publishing.

Contatti
Fb Susy Tomasiello Autrice e Lettrice
Ig @susytomasiello
Mail susitoma@gmail.com

Krisha Skies esordisce ancora liceale pubblicando il primo romanzo con il suo vero nome. Seguono altre tre pubblicazioni, quasi tutte di genere fantasy.

Dopo aver conosciuto la piattaforma online “Wattpad” e aver cominciato a pubblicare le sue storie proprio con lo pseudonimo di Krisha Skies – che omaggia la protagonista del primo romanzo fantasy scritto a quattordici anni e rimasto inedito –, nel marzo 2021, con lo stesso pseudonimo, pubblica per la casa editrice Horti di Giano “Dark Wings”, primo libro del Ciclo delle Ali Oscure.

Laureata in Lettere moderne, oltre che della scrittura, della lettura, del cinema e dei manga, è sempre stata un’amante dei viaggi.

Oggi si divide tra il lavoro, la famiglia e la passione per la narrativa fantastica.

Beatrice inizia a scrivere per disperazione, durante un inverno trascorso in un paesino di montagna dove l’unico passatempo era quello di evitare il congelamento.

Alla fine di quell’anno di supplenza, Beatrice aveva imparato a mungere le mucche e a scrivere romanzi rosa.

Usa uno pseudonimo perché teme il giudizio dei suoi alunni, che non immaginano quanto spesso la loro professoressa di italiano usi parolacce fuori dall’aula, e dei suoi amici, che non immaginano di vivere delle vite che qualcuno ha pensato bene di romanzare.

Come quando fuori piove è il suo romanzo d’esordio.

manuela fanti words edizioni

Sono nata a Bologna nel 1976, città in cui vivo fino all’età di trentasei anni. Nel 2012 mi sposta in Toscana per esigenze di impiego, ad Arezzo, dove lavoro come Retail manager per una multinazionale americana e dopo cinque anni, mi trasferisco per amore in Sicilia, luogo in cui attualmente vivo e continuo a occuparmi di Retail per un’azienda tessile. La scrittura mi accompagna da quando adolescente trascorrevo le notti a dare sfogo a ciò che sentivo urlarmi dentro.
Il mio primo amore letterario è stato Francis Scott Fitzgerald, poi ho scoperto King. Se non scrivo è perché sto leggendo, e se non faccio nessuna delle due cose è perché mia figlia, oggi adolescente, ha un problema da risolvere. A volte dipingo, quando ho bisogno di uno sfogo immediato che la scrittura non riesce a darmi. Amo gli animali più degli esseri umani, la solitudine e l’arte sotto ogni sua forma. Detesto gli stereotipi, stirare e i centri commerciali.
Il mio esordio avviene nel 2014 con il romanzo Semplicemente complicato, edito da Edizioni Creativa (romanzo autobiografico), L’altro suono della musica, Amazon self publishing (2016), Ciatu miu, edizioni Nulla Die (2018), Livore Amazon self publishing (2020).

Estelwen Oriel words edizioni

Estelwen Oriel è nata a Milano il 24 novembre 1989. È cresciuta a Godiasco, un piccolo paese a ridosso dei colli dell’Oltrepò Pavese, luogo in ha dimorato fin dall’età di quattro anni.

La natura si è presto rivelata la sua principale musa e ancora oggi Estelwen trova in essa la linfa vitale, ispirazione e pace.

Ha immaginato nel tempo un mondo ricamato intorno al suo spirito, ai sogni dell’anima e alle più profonde meditazioni. In questo mondo, chiamato Tiristel, ha ambientato i suoi romanzi.

“Parlare della realtà senza parlare della realtà” è la prima legge che segue durante la creazione delle sue opere.

Nel 2018 esordisce con la silloge poetica “Il pianto dei salici” e nel 2019 pubblica la novella “L’immortale che ascoltava il vento”, opera di apertura della saga ambientata a Tiristel.

Tatjana Ciotta words edizioni

Cresciuta a Montesarchio (BN), oggi vive sulla Riviera del Brenta con marito, figlie e cagnolina paurosa. Diplomata nel 2001 in visual design all’ISD-Istituto Superiore di Design di Napoli, lavora come grafico per più di undici anni.

Tatjana scrive dai tempi delle medie ma dopo una breve parentesi self-publishing con un romanzo fantasy, ritirato dopo neanche un anno, abbandona tutti i suoi progetti. In seguito si cimenta nella stesura di copioni teatrali per l’infanzia (“Il Grande Libro delle Fiabe”, “Il Giardino Se-greto” tratto dall’opera di F.H. Burnett e “La leggenda del tesoro sommerso – La principessa del mare”) poi anche interpretati e diretti. Col romanzo di una vita “Olio su tela”, iniziato durante gli anni del liceo, riscritto negli anni e giunto alla sua versione quasi definitiva nel febbraio 2020, si aggiudica il secondo posto alla Seconda Edizione del Premio Letterario Nazionale Città di Grosseto – Amori sui Generis.

laura nottari words edizioni

Laura nasce nel 1981 a Roma, dove vive tutt’ora insieme ai suoi due cani e un compagno che la sfama. Appassionata di serie tv, film horror anni ’80 e buon cibo, adora passare il suo tempo a non fare niente eccetto sfornare libri e allevare alghe palla.
Dopo anni di scrittura ‘nascosta’, Laura prende coraggio e pubblica in self il primo volume di Away, un time travel romance che porta dentro di sé gli influssi di anni di gioco di ruolo medievale e cultura nerd.
In seguito, l’autrice passa a sfumature più delicate, pubblicando due romance storici: Corrispondenza Imperfetta e Onorevole Proposta, entrambi ambientati nel 1800.
Al terzetto si aggiunge infine A Star is Porn, edito dalla Hope Edizioni, libro che si distacca completamente dai predecessori per i suoi toni ‘hot’, comici e spigliati.
In veste di autrice adora il genere romance, ma ancor di più i cliché di cui è fatto. Le piace sfruttarli, capovolgerli, riempirli di un po’ di stranezza e perché no, quotidiana banalità.
Come lettrice, preferisce l’horror.
Laura potete trovarla su Facebook, se avete voglia di foto di cani.

pitti duchamp

Nata nel 1981 sotto il segno del Leone a Firenze. Vive tutt’ora nella provincia di Firenze, sulle colline del Mugello, con il marito rugbista, due bimbi indisciplinati e un cane anarchico. Appassionata di Burlesque e collezionista di pezzi vintage di arredamento e moda cerca di coniugare i suoi interessi scrivendo e leggendo romance storici. Se avesse del tempo libero adorerebbe trascorrerlo tra i rigattieri e i robivecchi del centro di Firenze.
È amante della storia in particolare quella dell’Europa tra il 1500 ed il 1900, i quattrocento anni che hanno creato la modernità per come la conosciamo oggi in termini di arte, pensiero filosofico e scientifico, socialità.  In Self ha pubblicato per la serie D’amore e d’Italia L’Arabesco, Lupo di primavera, La gran dama, Il pugnale e la perla nera, La fiamma del ghiaccio.
Ha partecipato alla raccolta Natale a Pemberly con uno scritto ispirato a Orgoglio e pregiudizio e alla raccolta Cuori fra le righe con un racconto ambientato durante la Grande guerra.
Per DRI Editore ha pubblicato Frittelle al miele e altre dolcezze, il primo regency, e Stupefacente banalità, un romance contemporaneo.