| Formato | Brossura, Ebook |
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| Prezzo | 15,90, 3,99 |
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Crave
TRAMA
Al Saint Augustine College la perfezione è una religione, e Mia Turner ne porta il simbolo appuntato sul bavero. Per il suo ultimo anno ha un piano infallibile: studiare, eccellere ed evitare gli specchi. Fino a quando nei corridoi dell’università non compare lui: Ronan Kane. Ex chef stellato caduto in disgrazia, arrogante e magnetico, Ronan è il fratello della sua migliore amica e, all’improvviso, anche il nuovo e inflessibile docente ospite del semestre. E quando lui la trascina tra i fumi e il calore della cucina, in una logorante guerra di volontà, lei si sente spacciata. Ronan è un maestro del controllo che sa come farle assaporare ogni singola debolezza, costringendola a spogliarsi delle proprie insicurezze un ordine alla volta. Ma cedere alla tentazione significa servire su un piatto d’argento la rovina di entrambi. Mia rischia di mandare in fumo la sua intera carriera accademica; Ronan la sua unica e ultima occasione di redenzione. C’è un solo problema quando si gioca col fuoco in uno spazio così stretto: qualcuno è destinato a bruciare.
Perfetto per chi ama l’oscurità magnetica di Penelope Douglas e H.D. Carlton, e le atmosfere ossessive di “The Secret History” e “If We Were Villains”.
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4 recensioni per Crave
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uncuoretralepagine –
Un dark romance intenso, fortemente emozionante, dove il confine tra lupo e pecora è molto sottile e i ruoli si possono invertire da una pagina all’altra.
Mia è la protagonista, una ragazza costretta a frequentare un collegio esclusivo scelto dalla madre, che si nasconde dietro una facciata di finta perfezione, ma in realtà è curve, carne e fame. Quella fame che deve ignorare, per riuscire a contenere le sue forme dentro abiti troppo stretti. La scrittrice riesce a farci percepire perfettamente questa lotta interiore vissuta da Mia.
Mia, ha l’anima da scrittrice, scrive di cibo, frequenta il Seminario di Scrittura gastronomica, tenuto da Ronan.
Attraverso la scrittura, si può vivere l’illusione di possedere il cibo, senza ingerire calorie, senza ingrassare.
Ronan è un professore, scappato da New York con un’anima ferita, straziata e tormentata. Ma è anche il fratello della sua migliore amica, il ragazzo del quale è attratta da sempre.
Ronan vuole insegnare a tradurre in parole il desiderio, la fame dell’anima. La cucina per lui è sottomissione, dominio, controllo perfetto degli ingredienti.
Tra Ronan e Mia, l’attrazione è fortissima, lui sfugge il caos, deve soffocare la fame che prova verso di lei, ma allo stesso tempo non deve farsi divorare da questa ragazza, il lupo, che con la sua spontaneità e sincerità che lo può sbranare, distruggerlo definitivamente.
Il cibo non è umiliazione, ma è passione, un peccato che merita di essere vissuto, intensamente e Mia vuole viverlo; dopo anni di digiuno e rinuncia è pronta a lasciarsi andare. Mia prova sensazioni fortissime, brama di essere divorata da quest’uomo feroce e affascinante, che la provoca, la sfida, ma allo stesso tempo le sfugge, perché questo amore può essere anche la loro distruzione.
Un romanzo nel quale perdersi, una passione talmente bruciante, che vi sembrerà di bruciare anche voi durante la lettura. La scena in cui impastano le uova con la farina vi farà vacillare, il cibo non è solo cibo, ma sensualità e desiderio.
Anna Lupelli- Le chat recensioni- blog Letture sale e pepe –
Ci sono appetiti che vengono repressi solo per soddisfare le aspettative del mondo. Ma mai per sé stessi.
Non faccio segreto del fatto che ho atteso questo secondo romanzo con un’aspettativa altissima e, quando ho posato i miei occhi sulle prime righe, ecco che la mia, di fame, stava per essere finalmente soddisfatta.
Crave: brama, fame, quella che passa dal cuore allo stomaco, passando per il cervello e destabilizzandolo per bene.
Un romanzo che mette già in chiaro nei trigger warning che gli argomenti trattati sono intensi (troppo, probabilmente, per chi ha lottato contro i disturbi alimentari), ma questa storia può portare luce laddove c’è solo “la fame dell’anima”. Chiudere gli occhi davanti a un fenomeno tanto diffuso non serve a nessuno: l’ossessione per il peso, il voler far diventare trasparente al mondo il proprio corpo o, all’estremo opposto, colmarlo di cibo per tentare di chiudere quel vuoto che non se ne va mai… Non sono fissazioni, non sono capricci, non basta dire: “mangia di più“ o “smettila di ingozzarti“. Quante parole sbagliate, quanti atteggiamenti giudicanti hanno creato queste insicurezze?
Mia Turner è sempre stata una bambina tenuta rinchiusa dalla madre nelle spire della sua “dittatura calorica”, nelle sue imposizioni sugli atteggiamenti, per “non essere troppo”. La giovane Mia ha assorbito questo concetto distorto, elaborandolo e cercando di tenersi lontana il più possibile dal cibo. Ma quando una passione ti ha accompagnata sin dalla più tenera età, è difficile starne lontani. Nascosta nell’angolo della dispensa di casa Kane, osservava il fratello della sua migliore amica fare pratica per diventare chef. Quel ragazzo che ha continuato a seguire sui social, vedendo la rabbia consumarlo fino a farlo allontanare dal ristorante che porta il suo nome; quell’uomo che ora si trova in cattedra al Seminario di Scrittura Gastronomica, nel percorso di studi che lei ha deciso di intraprendere, un escamotage per “possedere il cibo con le parole senza ingerire calorie”.
Ronan Kane è il “demone più arrogante della scena culinaria attuale”, una reputazione che precede il suo nome creando un’ombra oscura e inquietante sul suo prodigioso talento. Un periodo di espiazione da passare al Saint Augustine per riabilitare il suo nome, dover fare da insegnante a un manipolo di marmocchi viziati che vogliono giocare a fare i grandi chef.
Mia si fa notare subito con l’acume dei suoi interventi, e lui non potrà fare a meno di essere attratto da quella ragazza audace.
“Era… vibrante. Una pennellata di colore a olio su una tela a carboncino.”
Ma quando allinea il ricordo della ragazzina timida che lo osservava nel buio della cucina con quella donna che lo ammalia, si rende conto di essere davanti al “peggior tabù possibile. Mia Turner era off limits”. Eppure, quando l’anima è divorata dalla stessa fame, sarà difficile non provare a placarla, in modo estremo.
Non siamo sul piano della semplice attrazione fisica o di una buona intesa intellettuale: Ronan la riconosce: “era una mia pari nel dolore, conosceva la vergogna di un appetito troppo grande per essere saziato in un modo convenzionale”. Un uomo che si è costretto a “fingere di essere la macchina perfetta che loro vogliono che tu sia”, “io dominavo i miei istinti. Li isolavo, li pesavo, li cuocevo e li servivo a comando”. Un fenomeno mediatico che nessuno ha esitato a sfruttare a proprio interesse, martoriandolo a tal punto da renderlo null’altro che “l’amante egoista, il fratello assente, l’uomo terrorizzato”. Ma Mia “aveva visto proprio quell’uomo imperfetto, rotto e ammaccato dalla vita, eppure non era arretrata di un millimetro”. Anni a seguirlo, ad ammirarlo; la sua “era una fascinazione viscerale per il modo in cui lui occupava lo spazio”. Non voleva più essere solo “curve, carne e fame“, era “stanca di restare in silenzio, di fare finta di essere sazia”; voleva sedersi al tavolo, finalmente.
Ma quando un uomo ha l’inferno dentro, rimane in bilico sul desiderio di salvare chi ha accanto e quello di trascinarlo insieme a lui fra le fiamme. Questa indecisione di intenti sarà snervante per Mia: “non puoi pesarmi su una bilancia, non puoi misurare la mia consistenza, e certamente non puoi impiattarmi secondo le tue regole”. Riuscirà Ronan a placare i suoi demoni e a cercare di afferrare quella mano tesa? Forse… perché “la verità era che quando un uomo è stato a digiuno per la sua intera vita e gli si fa assaggiare l’unico cibo in grado di saziarlo davvero, non si rimetterà mai più seduto a tavola per ordinare solo un piatto vuoto”.
L’autrice, che ho amato in modo assoluto sin dal primo romanzo, ha voluto affrontare un argomento che, solo per il suo concetto, non può che risultare viscerale, chirurgico, spietato.
Inizialmente pensavo di trovarmi davanti a una protagonista sottomessa ai condizionamenti della gente, ma invece ha dimostrato di saper alzare la testa, reclamando quello che desidera, non mollando davanti alle difficoltà. Sarà una lotta per salvarsi a vicenda dal concetto del “se non esisto, nessuno può ferirmi”, e la brama che anima Mia risveglierà in lui la passione originaria che l’ha avvicinato ai fornelli: “hai una fame che fa rumore. Ed è dannatamente eccitante”, e diventerà quella la sua missione: Mia non dovrà “più svuotarsi per nessuno”.
La crudele bellezza di questo romanzo sviscera alcuni dei concetti che sono all’origine dei disturbi alimentari, servendoli su un piatto da portata affinché tutti possano comprendere. La mia filosofia di vita è sempre stata quella del “capire”: posso non condividere un’opinione, ma mi sforzo sempre di comprenderla. E in questo romanzo siamo andati oltre: non solo l’ho intesa, ma la sofferenza mi ha incisa così nel profondo da trovarmi, alla fine della lettura, senza più una struttura in grado di tenermi in piedi. Non c’era più uno scheletro a sostenermi, né muscoli a farmi muovere: solo il dolore a sovrastarmi. Una pena per procura, un tormento non mio, ma così intenso che l’ho vissuto come se fosse tale.
Quanti autori sono in grado di far provare tutto questo? Quanto talento deve esserci dietro a una capacità comunicativa tale da farti provare l’afflizione altrui come se fosse tua? Ogni autore comunica su una frequenza in grado di far vibrare l’anima di qualcun altro. Beh, Devi ha trovato la mia…
ilcantodeilibri –
Se c’è una cosa che questa serie sta riuscendo a fare è sorprendermi con ogni nuovo capitolo. L’idea di costruire ogni romanzo attorno a uno dei sette peccati capitali non è solo un espediente narrativo: diventa un modo per raccontare le debolezze, i desideri e i conflitti che fanno parte della natura umana.
Sono temi che, pur estremizzati dalla storia, risultano incredibilmente vicini alla realtà e rendono i personaggi autentici, con le loro imperfezioni e le loro battaglie interiori.
In questo secondo volume il peccato protagonista è la gola, ma non viene interpretato nel suo significato più immediato. Diventa piuttosto il simbolo di una fame insaziabile: di emozioni, di libertà, di amore, di qualcosa che possa colmare i vuoti che ciascuno si porta dentro. È proprio questo il motivo per cui ho trovato questo libro così coinvolgente: affronta il desiderio in tutte le sue forme, senza mai renderlo banale.
L’ambientazione continua a essere uno degli elementi che preferisco della serie. Le aule del Saint Augustine College, le sue rigide regole e quell’atmosfera elegante ma opprimente fanno da sfondo perfetto a una storia dove ogni scelta ha un prezzo.
Mia e Ronan danno vita a un amore proibito e intenso, fatto di sguardi, tensione e autocontrollo. Il loro legame nasce in un contesto in cui tutto sembra remare contro di loro: lui è il nuovo docente ospite, oltre a essere il fratello della migliore amica di Mia. Ogni momento condiviso diventa un equilibrio precario tra ciò che vorrebbero e ciò che dovrebbero fare.
Ho apprezzato anche il modo in cui l’autrice dedica spazio alla crescita dei protagonisti, mostrando le loro fragilità senza idealizzarle. Sono le loro imperfezioni a rendere la storia credibile e coinvolgente.
“Crave” riconferma tutto ciò che mi sta facendo amare questa serie: non racconta semplicemente storie d’amore proibite, ma usa i sette peccati capitali per esplorare l’esperienza umana. È una lettura che intrattiene, ma allo stesso tempo invita a riflettere su quanto i nostri desideri possano guidare, e talvolta complicare, le nostre vite.
Sono davvero curiosa di scoprire come proseguirà questa serie, perché ogni volume riesce ad affrontare un peccato capitale da una prospettiva diversa, mettendo al centro emozioni e difficoltà in cui è facile riconoscersi. Se amate il dark academia, le storie ricche di tensione e i forbidden romance costruiti con intensità, “Crave” è una lettura che merita sicuramente un posto nella vostra libreria.
karmenlanza –
🔥 ℂ𝕚 𝕤𝕠𝕟𝕠 𝕤𝕥𝕠𝕣𝕚𝕖 𝕔𝕙𝕖 𝕟𝕠𝕟 𝕥𝕚 𝕤𝕖𝕞𝕡𝕝𝕚𝕔𝕖𝕞𝕖𝕟𝕥𝕖 𝕚𝕟𝕥𝕣𝕒𝕥𝕥𝕖𝕟𝕘𝕠𝕟𝕠: 𝕥𝕚 𝕤𝕣𝕒𝕕𝕚𝕔𝕒𝕟𝕠 𝕝’𝕒𝕟𝕚𝕞𝕒 𝕖 𝕥𝕚 𝕝𝕒𝕤𝕔𝕚𝕒𝕟𝕠 𝕤𝕖𝕟𝕫𝕒 𝕗𝕚𝕒𝕥𝕠, 𝕚𝕟𝕔𝕙𝕚𝕠𝕕𝕒𝕥𝕒 𝕒 𝕦𝕟𝕒 𝕡𝕒𝕘𝕚𝕟𝕒 𝕔𝕙𝕖 𝕓𝕣𝕦𝕔𝕚𝕒. ✨
𝑴𝒊𝒂 𝑻𝒖𝒓𝒏𝒆𝒓 è una studentessa modello al Saint Augustine College: ricci biondi, spilla d’onore e un segreto urlato nel silenzio di una madre abusante che le ha insegnato a rimpicciolirsi, a controllare ogni caloria, a credere che il vuoto sia meglio del pieno. 💔
Poi arriva 𝑹𝒐𝒏𝒂𝒏 𝑲𝒂𝒏𝒆. Chef prodigio caduto in disgrazia, sguardo grigio tempesta e un passato che si intreccia pericolosamente con quello di Mia nella dispensa di Portland di anni prima. Lui non vede una studentessa: vede una preda che condivide i suoi stessi demoni affamati. 🖤
«𝑯𝒂𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒇𝒂 𝒓𝒖𝒎𝒐𝒓𝒆. 𝑬𝒅 è 𝒅𝒂𝒏𝒏𝒂𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒆𝒄𝒄𝒊𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆»
Tra i banchi universitari esplode un forbidden romance tesissimo, crudo e viscerale. Un incontro tra due anime ferite che imparano a bruciare insieme, demolendo ogni apparenza e corazza. Non è solo un dark romance ad alto voltaggio emotivo: è una dolorosa, potentissima rinascita psicologica. Una discesa negli inferi del desiderio che vi farà pronunciare un unico, immenso WOW. 🍷🔥
«𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒏𝒄𝒂 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐. 𝑫𝒊 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒂𝒛𝒊𝒂.»
Se amate i tropes forbidden romance, age-gap, professore/studentessa e le storie che lasciano il segno, questo libro vi entrerà sottopelle. Lasciatevi travolgere da questa meraviglia! 📖✨
#𝑏𝑜𝑜𝑘𝑡𝑜𝑘 #𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑐𝑒𝑏𝑜𝑜𝑘𝑠 #𝑑𝑎𝑟𝑘𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑐𝑒 #𝑓𝑜𝑟𝑏𝑖𝑑𝑑𝑒𝑛𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑐𝑒 #𝑏𝑜𝑜𝑘𝑏𝑙𝑜𝑔𝑔𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎
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