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Lacrime di elicriso

Valutato 5.00 su 5 su base di 2 recensioni
(2 recensioni dei clienti)
TRAMA
Londra, 1898
In un afoso pomeriggio di agosto, Edward Harms, psichiatra del Bethlem Royal Hospital, assiste imperturbabile al funerale della moglie. Restio ad abbandonarsi alle emozioni, la morte di Catherine sembra essere solo l’ennesimo filo reciso che gli consente di abbandonare ogni legame col mondo e dedicarsi completamente ai suoi pazienti. Ma quando la salute cede allo stress, solo le insolite cure di miss Blackwood sembrano essere in grado di ristabilirlo. Chi è davvero quella donna silenziosa e quale oscuro passato si trascina dietro come un peso invisibile? Harms ne diventa ossessionato e farà di tutto per scoprire i suoi segreti.
Sullo sfondo di una Londra cupa d’epoca vittoriana, luci e ombre dei protagonisti si fonderanno in una storia dalle sfumature gotiche e paranormal, fatta di tormenti segreti e passioni totalizzanti.

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«Il suo cuore è inquieto.»
«Un cuore inquieto può essere governato da uno ancora più inquieto.»

PASSIONI TOTALIZZANTI IN EPOCA VITTORIANA

L’OSCURITà DELL’ANIMO UMANO

Il catalogo di Words Edizioni torna a tingersi di nero gotico con Margherita Maria Messina e il suo Lacrime di Elicriso. Una storia intensa, che ha origine dai meandri più reconditi della mente, trasposti nelle vite di Edward Harms e Ophelia Blackwood, i protagonisti di questo paranormal romance.

UNA STORIA VITTORIANA FATTA DI MISTERI E SEGRETI

Un alienista e una donna dal passato oscuro, le cui vite sono destinate a scontrarsi e a intrecciarsi in un modo che va al di là dell’umana comprensione. Presentato in anteprima cartacea al Festival del Romance Italiano 2023, Lacrime di Elicriso è un romanzo coinvolgente, che appassiona ed emoziona il lettore dall’inizio alla fine.

UN PASSATO FATTO DI OMBRE E DOLORE

Edward e la sua vocazione di medico, Ophelia e il suo dono, ma anche l’irrequieta Catherine e la misteriosa Annabelle, personaggi che Margherita Messina, aprendo per noi le porte del famigerato Bedlam ha sapientemente inserito nella narrazione, compongono un quadro gotico capace di tenere avvinti: anime che hanno perso e anime perdute, in grado ancora di avviluppare e di rilasciare chi li osserva solo alla fine della lettura.

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Formato

Brossura, Ebook

Prezzo

15,90, 3,99

2 recensioni per Lacrime di elicriso

  1. Valutato 5 su 5

    Anna Lupelli- Le chat recensioni- blog Letture sale e pepe –

    C’erano i lampi e tuoni la sera in cui decisi di iniziare a leggere questo romanzo che ho avuto direttamente dalle mani dell’autrice al FRI 2023.

    Le mie scelte sulle letture vengono condizionate da ciò che mi circonda, dal tempo all’umore, e il primo temporale della stagione mi è sembrato un segno.
    Quel teschio sulla copertina e il portale gotico sullo sfondo mi hanno chiamato a sé e ho aperto questo piccolo gioiello editoriale.
    Io sono innamorata delle scelte grafiche di questa CE, la cura con la quale impaginano i loro romanzi è emozionante. Le seconde copertine, le illustrazioni, la scelta di usare le prime pagine di ogni capitolo con lo sfondo nero. Tutto è stato studiato per sintonizzarti mentalmente con la lettura, come non renderne merito!

    Siete pronti per la review? Iniziamo.

    Siamo a Londra, nell’agosto 1898, si soffoca dal caldo.
    Edward osserva impassibile la sepoltura di quella che, sulla carta, è stata sua moglie.
    Un matrimonio di interesse durato la pena di una manciata d’anni, sterili, se non vogliamo considerare i battibecchi, e segnati per la maggior parte del tempo dalla malattia della donna.
    Le soddisfazioni nella vita di questo giovane ed interessante medico non derivavano da quella donna fredda e vanitosa, la sua passione viene incanalata nella sua professione, verso i suoi pazienti: i reietti con malattie mentali che sono stati confinati nel suo ospedale, il Bethlem.
    Il contatto quotidiano col disagio mentale ti si infila sotto pelle come un parassita, e al cervello ci arriva, prima o poi.
    Inutili l’assenzio, la morfina e gli intrugli che sperimenta. Quel contatto lo ha incrinato e
    la dipartita di Catherine ha gettato un’ ulteriore ombra nera su di lui.

    “L’ombra di quell’anima si era cucita a quella dell’uomo che aveva avuto in vita, volendolo trascinare con sé in una lenta e devastante distruzione”

    È un uomo tarpato Edward, lo si nota dall’insofferenza con la quale reagisce a tutto: la lentezza di una carrozza, i ritardi, il caldo soffocante, l’osservazione fatta da un amico.
    Il suo moto di stizza: allargarsi il colletto, ma sono certa vorrebbe strapparsi di dosso quell’esistenza che in buona parte hanno scelto per lui.
    Ma ora non ha più una famiglia alla quale rendere conto, né un padre che gli ha imposto una moglie, né una madre che lo spingeva verso una fede che non sentiva, né quella moglie e i suoi dispettucci.
    Un medico che finalmente può dedicarsi totalmente ai suoi pazienti, quelle anime fragili che delirano di spiriti e ombre, distorsioni della psiche senza dubbio, perché un uomo di scienza come lui non può concepire che possa esserci qualcosa “oltre” la morte.
    Edward non contempla nel suo metodo clinico le maniere forti, tanto in uso in quell’epoca, lui preferisce un approccio più morbido ai suoi pazienti, li osserva, li ascolta. Nessuna tortura, nessuna costrizione.

    Un medico innovativo come lui non può rimanere indifferente quando viene soccorso da un medico donna, Miss Blackwood, che opera nell’ombra nella farmacia del Dott Bram.

    A fine ‘800 le donne ancora non possono esercitare la professione medica, nonostante la loro bravura, e Ophelia Blackwood brava lo è veramente. Lei ha il dono dell’empatia che le permette di riuscire a comprendere i sentimenti che causano una patologia, solo guardando negli occhi le persone, e usa i rimedi che la natura offre per riequilibrare corpo e spirito. E’ l’antenata dei moderni naturopati!

    Ophelia è stata l’unica che è riuscita a sollevare per un attimo quel velo che sta soffocando Edward e lui cercherà in ogni modo di farla diventare il suo medico personale, convinto che solo lei sarà in grado di salvarlo.
    La sensibilità della donna la porta però a percepire delle “presenze” nell’oscurità, entità che la tormentano invadendola, chiedendo vendetta.

    Il personaggio di miss Ophelia Blackwood è come uno scrigno che si apre lentamente, mostrandoci poco alla volta il suo vissuto, i suoi demoni, ma anche la sua grande umanità.
    A differenza sua, il personaggio di Edward sembra già completamente svelato sin dalle prime pagine, anche se, grazie alla vicinanza di Ophelia, anche lui riuscirà ad accedere ad un livello di consapevolezza superiore.

    L’ambientazione è cupa e le parole dell’autrice ci dipingono nella mente le immagini che ha creato per questa storia. Si può ben immaginare la grande villa del dottore, il freddo umido di un ambiente che non vede da settimane la luce del sole, così come è facile udire i suoi passi rimbombare nei corridoi del sanatorio, in mezzo alle urla dei malati, le risate isteriche dei folli, l’odore dei disinfettanti.

    Il tormento di queste due anime è evidente, ma l’unione di due solitudini ha squarciato un drappo che impediva alla luce di rischiarare la vita.

    Sono attimi brevi, i loro, così come dice il grande Keats:

    “… Vorrei che fossimo farfalle, e che vivessimo tre soli giorni d’estate. Tre giorni così, con te, sarebbero più colmi di delizie di quante ne potrebbero contenere cinquanta anni di vita ordinaria.”

    Si intersecano alle vicende londinesi quelle provenienti da altri personaggi a Dresda.

    Quel passato racconta di una giovane donna data in sposa ad un barone malvagio che le ha devastato l’esistenza.
    Chi è questa donna?

    Amo il balletto dell’alternarsi passato e presente ma purtroppo la narrazione del passato non segue un filo temporale e crea un po’ di confusione nel lettore. Ho dovuto più volte tornare indietro per ricostruire gli eventi e dargli un senso logico. Un ottimo allenamento per i miei neuroni arrugginiti!

    Quando lo scrigno di Ophelia viene del tutto aperto e le verità strisciano fuori come serpi accecate dal sole, il quadro è completo. Tutte le domande che mi ero appuntata durante la lettura hanno trovato una risposta.

    Ma conoscere la verità non mi è stato di alcun conforto; così come finalmente Ophelia si concede di piangere le sue lacrime di elicriso, così ho potuto liberare anche le mie.

    Lacrime che curano lo strazio, che evocano la compassione, per poi arrivare ad uno stato di quiete che spero abbia accolto anche i due protagonisti.

    Cos’è leggere per me? Un’esperienza immersiva che mi coinvolga a 360°.
    Quando un libro mi prende devo immediatamente prendere contatti col suo autore e discuterne insieme, voglio approfondire le tematiche trattate, voglio circondarmi della musica che ne ha ispirato la scrittura.

    Sia lode ad Instagram che ci permette di interagire con i nostri autori più amati e anche a Spotify per custodire le playlist che ci caleranno nell’ambientazione giusta.
    Ascoltatela questa musica, vi strazierà l’anima così come questa struggente storia.

  2. Valutato 5 su 5

    mmarika39 –

    Londra, 1898.
    Il dottor Edward Harms è un medico di tutto rispetto, stimato dai suoi collaboratori per il suo modo di operare con i pazienti, che cura nell’ospedale psichiatrico Bethlem Royal Hospital. L’uomo ha perso la moglie, Catherine, dopo aver lottato contro la tisi per un lungo tempo ed ora, nonostante il loro non fosse il matrimonio più sereno e amorevole, si ritrova solo a dover dare sepoltura alla donna che chiamava moglie. L’unico modo per allontanare ogni pensiero è quello di gettarsi a capofitto nel suo lavoro, sacrificando ore preziose di sonno. Il fisico, però, non può reggere in eterno certi ritmi, così, dopo un intenso e stressante periodo, Edward si reca presso la farmacia del dottor Bram. Qui, egli incontra, o dovrei meglio dire, si scontra, con la dottoressa, Miss Blackwood che, in un battito di ciglia, comprende il malessere dell’uomo che è praticamente svenuto dinnanzi ai suoi occhi. Al sul risveglio, il dottor Harms rimane folgorato dall’aspetto della sua salvatrice che, molto presto, diventerà per lui un pensiero insistente. Miss Blackwood, però, è schiva e non ha intenzione di cedere al fascino ammaliatore di nessun uomo. Eppure, la sua sensibilità ed empatia, la convinceranno ad accettare la proposta del dottor Harms di occuparsi di lui come medico. Difatti, solo le abilità curative della donna, sembrano portare sollievo al dottore. Fra i due non sarà semplice la convivenza, specie quando una presenza oscura e opprimente verrà a reclamare attenzioni… Pronti a scoprire ogni segreto e lasciarvi travolgere dalla storia di Miss Blackwood e dottor Harms? Allora reggetevi forte, il viaggio nel passato è appena iniziato!
    Seguo con grande piacere le pubblicazioni di Margherita Maria Messina da diverso tempo e, sin dall’annuncio di questa pubblicazione, sono trascorsi addirittura degli anni da quando lo aggiunsi alla mia wishlist fra i romanzi da leggere. Come si suol dire, meglio tardi che mai! Oppure, se preferite, ogni libro ha il suo momento. Ed era da un po’, effettivamente, che Lacrime di elicriso mi chiamava come una sirena tentatrice dal mio Kindle. Perciò, nel momento in cui mi sono detta: ho proprio voglia di leggere il Paranormal Romance di Margherita, non mi sono lasciata distrarre da altre opzioni e mi sono fiondata sulla sua penna. Lo stile dell’autrice è davvero incantevole e piacevole, uno stile accurato e lineare con il periodo narrativo trattato, a tratti poetico, mi ha coinvolta in un intreccio particolare carico di suspense e fascino. Devo ammettere, però, che all’inizio ho fatto un pochino di fatica a immergermi nella storia e a entrare in sintonia con i personaggi. Ma conosco l’autrice e sapevo che proseguendo e portando pazienza, sarei stata coinvolta in qualcosa di emozionante e bellissimo. La parte iniziale, quindi, ha un ritmo un po’ lento, che aiuta il lettore a entrare nelle vicende in punta di piedi. Dalla metà circa, invece, il ritmo diviene più incalzante e invoglia a proseguire per scoprire cosa accade nella vita di Edward e Miss Blackwood. La narrazione è, inoltre, intervallata da salti nel passato che portano a risolvere un vero e proprio puzzle per riunire ogni pezzo e ricostruire il quadro nella sua interezza.
    Da grande amante delle storie paranormal, ghost story e con un pizzico di horror, sono rimasta piacevolmente colpita dalle scene create dall’autrice. Fra le pagine di Lacrime di elicriso non troverete solo una storia d’amore. Ho trovato davvero bella la scelta di dare indipendenza e carattere alla protagonista, Miss Blackwood, in un periodo storico in cui la donna era considerata inferiore all’uomo e dipendente in tutto e per tutto da un marito, come imponeva la società. Affascinante è stata anche l’ambientazione del luogo di lavoro di Edward: un posto dove la salute mentale è importante, ma in cui, ahimè non sempre i metodi utilizzati per le cure potevano ritenersi consoni, al contrario, sarebbero definibili disumani. Non temete, però, sono certa che il dottor Harms troverà il modo di entrare nel vostro cuore, proprio come ha fatto con me. Ho adorato entrambi, sia Miss Blackwood che Edward. Tutti e due, nel corso del romanzo, subiscono una crescita bella ed emozionante, anche commovente direi, con momenti carichi di tensione emotiva in grado di stringervi il cuore per poi rilasciarlo poco per volta. Miss Blackwood, devo però ammettere, che è la protagonista che più ho adorato in assoluto. Ha un carattere forte ed è una donna ammirevole, dotata di grande saggezza e, nonostante il dolore, ha trovato il coraggio di vivere. Se siete alla ricerca di un Romance autoconclusivo con due protagonisti che si completano a vicenda, dove passato e presente si intrecciano inesorabilmente, con del paranormal e quel giusto mix tra angst e suspense, vi consiglio di leggere Lacrime di elicriso. Nel frattempo, a me non resta che attendere curiosa cosa ci racconterà prossimamente la talentuosa penna di Margherita Maria Messina.
    Per me sono 4.5 stelle!

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